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Spettro nuovi aumenti capitale. Basilea III, Eba: a banche Ue servono altri 9,4 miliardi entro il 2028

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Spettro aumento di capitale: dall’Eba una notizia che rischia di alimentare nuovi timori, soprattutto in tempi di Covid, sul futuro delle principali banche dell’Unione europea, facendo riaffacciare la paura di nuove operazioni di ricapitalizzazione.
Eba su Basilea III: banche Ue dovranno raccogliere altri 9,4 miliardi di capitale entro il 2028L’Autorità bancaria europea – che supervisiona il settore bancario del blocco – ha annunciato che gli istituti di credito più grandi dell’area dovranno raccogliere infatti, entro il 2028, ulteriori capitali per un valore complessivo di 9,4 miliardi di euro.

Motivo: adeguarsi alla nuova normativa di Basilea III (che i paesi di tutto il mondo stanno rifinendo), che si tradurrà in un aumento dei requisiti patrimoniali minimi richiesti- in termini di Tier 1 – del 15,4%, in media, senza prendere in considerazione aggiustamenti specifici.
Nel comunicato diramato dall’Eba (acronimo che sta per European Banking Authority), si legge che, “escluso il contributo del leverage ratio, l’impatto delle riforme è pari al 18,3%, di cui i fattori determinanti sono rappresentati dall’output floor (6,2%) e dal rischio sul credito (5%)”.
In particolare, “le richieste minime di capitale Tier 1 per banche grandi e attive a livello internazionale (Gruppo 1) salirebbero del 16,2%; quelle minime per le istituzioni ritenute di importanza sistemica (sottocategoria del gruppo 1) del 23%, mentre quelle per le banche del Gruppo 2 aumenterebbero dell’11,1%”.
Di conseguenza, facendo i calcoli opportiuni, per rispettare il nuovo quadro normativo dell’Unione europea, le banche dell’area avrebbero bisogno di ulteriore capitale Tier 1 per un ammontare di 9,4 miliardi di euro.
L’Unione europea, stando a quanto riportato da un articolo di Reuters, dovrebbe apportare modifiche all’applicazione della normativa di Basilea III, al fine di allentare la pressione sulle banche minori. In ogni caso, l’Eba specifica che l’analisi non ha preso in considerazione le conseguenze della pandemia da coronavirus COVID-19 sulle banche esaminate. In tutto, sono stati 106 gli istituti dell’Unione europea considerati.
Si ricorda come l’obiettivo di Basilea III sia quello di stabilire regole più severe sui capitali delle banche per evitare il ripetersi di quella crisi finanziaria del 2008 che obbligò i contribuenti di diversi paesi a salvare le banche attraverso le cosiddette operazioni di bailout, o, anche, salvataggi di Stato.