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Soros contro Trump e Xi Jinping. Appoggia le ‘Sardine che si battono contro la dittatura’

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Se la prende con il presidente cinese Xi Jinping e con Donald Trump, dando invece il suo endorsement al movimento delle sardine e alle proteste di Hong Kong. George Soros, 89anni, magnate della finanza, mega donatore di fondi a favore dei Democratici Usa, con un patrimonio valutato più di $8 miliardi, non ha fatto sconti alla coppia Trump-Xi Jinping, di cui si è parlato molto ultimamente soprattutto in relazione all’accordo commerciale sulla Fase 1 che Stati Uniti e Cina hanno firmato lo scorso 15 gennaio: pietra miliare per una intesa più ampia che ponga fine, magari, alla guerra commerciale. Insieme ai manifestanti di Hong Kong, le sardine sono stati definite invece uno spiraglio di speranza, provocando subito la stizza di alcuni sovranisti come di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Ma cosa ha detto George Soros sulle sardine? “Le sardine sono la variante italiana di un trend globale che vede protagonisti i giovani. Questo mi porta a concludere che è probabile che i giovani di oggi abbiano trovato un modo per affrontare le dittature” presenti nei loro paesi. Le proteste a Hong Kong, per il magnate, si stanno confermando inoltre finora “la ribellione che ha avuto maggior successo”. Una ribellione che offre una lezione per i movimenti che si sviluppano altrove. “(Tra i manifestanti di Hong Kong), ha fatto notare, “non esiste una leadership identificabile. Nonostante questo c’è un sostegno enorme della popolazione”. Purtroppo, ha aggiunto, le proteste stanno avvenendo però a “un grande costo” e “distruggendo la prosperità economica della città”.
Tornando alle critiche contro Trump-Xi Jinping, Soros ha detto che il presidente cinese “cerca di sfruttare la debolezza di Trump e usa l’intelligenza artificiale per avere il controllo totale sulla propria gente”. Mentre Trump “è un trufattore e un narcisista, che vuole che il mondo giri attorno a lui”. E il problema è che, “quando la sua fantasia di diventare presidente si è fatta realtà, il suo narcisismo si è trasformato in una malattia maligna”. George Soros ha parlato in occasione di una cena privata a cui hanno partecipato leader politici ed esponenti del gotha della finanza, che in questi giorni sono riuniti a Davos, in occasione dell’evento annuale del World Economic Forum. Soros non si è espresso sulle primarie democratiche, da cui uscirà lo/la sfidante di Trump nelle prossime elezioni presidenziali Usa di quest’anno. D’altronde, finora non ha fatto neanche una dichiarazione pubblica di sostegno a favore di qualche candidato democratico. Detto questo, ha sottolineato, queste elezioni non determineranno soltanto il rapporto tra Trump e Xi, ma “il destino del mondo” intero. Non è certo la prima volta che George Soros si scaglia contro il presidente cinese Xi Jinping. Proprio lo scorso anno, sempre da Davos, Xi venne definito da lui l’oppositore “più pericoloso” di chi crede in una società libera e aperta. Sempre lo scorso anno, in occasione della stessa cena, parlando di Trump e delle sue tattiche per trattare con la Cina in termini commerciali, disse: “Purtroppo, il presidente Trump sembra seguire un percorso differente: fare concessioni alla Cina e cantare vittoria, rinnovando invece i suoi attacchi contro gli alleati americani. Questa è una debolezza che danneggia l’obiettivo americano di ridurre gli eccessi e gli abusi della Cina”.