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Shock Venezuela: Maduro vara più grande svalutazione della storia, al via nuova valuta ancorata alla criptovaluta Petro

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Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato una serie di drastiche riforme economiche nel tentativo disperato di sostenere l’economia del paese afflitta da iperinflazione. Si tratta in pratica di una delle più grandi svalutazioni monetarie della storia, nell’ordine del 95%, che metterà di nuovo alla prova la capacità di una popolazione già in ginocchio.

Svalutazione del 95%

Il tasso ufficiale per la nuova valuta, il Bolívar sovrano, passerà a partire da oggi da circa 285.000 dollari a 6 milioni, uno shock che il governo di Caracas ha cercato di compensare in parte alzando il salario minimo del 3.500% all’equivalente di soli 30$ al mese.
La nuova moneta ha cinque zeri in meno di quella attuale, ed è ancorata al “petro”, la criptovaluta nazionale garantita dal petrolio (equivalente a un barile di petrolio, cioè 60 dollari o 3.600 bolívares sovrani). Il bolivar sovrano si muoverà quindi in linea con i cambiamenti del Petro, che a sua volta è legato ai movimenti dei prezzi del petrolio. E’ la prima volta che un governo mette in atto una simile tecnica ancorando la propria valuta a una criptovaluta.

Tra le altre misure che hanno accompagnato la svolta economica che l’aumento dell’IVA di 4 punti percentuali (dal 12 al 16%) e lo stop ad alcuni sussidi alla benzina, facendo risparmiare al governo 10 miliardi di dollari l’anno, ha detto Maduro, senza fornire ulteriori dettagli. Infine la banca centrale aumenterà la frequenza delle aste in valuta estera.

 

Inflazione verso 1.000.000%

Il risultato della maxi-svalutazione potrebbe essere che l’inflazione peggiori dopo la svalutazione e l’aumento dei salari. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’inflazione venezuelana dovrebbe arrivare a toccare entro l’anno la cifra record di 1.000.000%. I prezzi stanno attualmente aumentando a un tasso annualizzato del 108.000% secondo un indice elaborato da Bloomberg.

Maduro si è vantato nell’annuncio di venerdì sera che il Fondo Monetario Internazionale non è coinvolto nel varo delle nuove politiche economiche.

Il Petro, concepito in base a quanto detto da Maduro per sconfiggere la “tirannia del dollaro”, è garantito da 5 miliardi circa di barili prodotti nel blocco Ayacucho del giacimento dell’Orinoco, vasta riserva di petrolio crude situata nell’est del paese.

La crisi di cassa ha costretto Maduro in questi mesi a fermare la maggior parte dei pagamenti sul debito estero del Venezuela aprendo un buco di $ 6,1 miliardi con gli obbligazionisti.