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Se l’inflazione galoppa… ecco chi vince e come riadattare il portafoglio tra azioni, bond e materie prime

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Estremamente importante per un investitore è capire l’evoluzione del trend e il regime d’inflazione che potrebbe affermarsi a seguito della crisi da Covid-19 perché alcune classi di attività potrebbero essere più resilienti e sovraperformare durante i periodi in cui l’inflazione è più alta. In un regime di inflazione normale – tra il 2% e il 3% – le obbligazioni societarie di solito tendono a mettere a segno una buona performance grazie al miglioramento dei fondamentali economici, così come del resto anche le azioni, in particolare i mercati quality, value e ciclici.
Se l’inflazione sale, affermano Monica Defend, Global Head of Research e Vincent Mortier, Deputy CIO di Amundi, ci sarà un inasprimento delle condizioni finanziarie che dimezzerà i rendimenti delle azioni portandoli a una sola cifra e trascinerà le obbligazioni governative in territorio negativo, fatta eccezione per le obbligazioni indicizzate all’inflazione.

Inflazione in aumento: le implicazioni per gli investimenti

Le asset class tendono a comportarsi diversamente nei vari regimi d’inflazione. Negli anni Settanta, la performance dell’azionario è stata deludente, mentre le materie prime sono state la classe di attivi più remunerativa. Storicamente, l’oro ha dimostrato di mettere a segno le performance migliori in un regime inflazionistico, anche se ha ottenuto buoni risultati in tutti e tre gli scenari (regime deflazionistico, regime normale e regime inflazionistico). È uno dei pochi attivi che ha registrato rendimenti positivi in ogni scenario.
Per il 2021, in un probabile regime d’inflazione normale, gli attivi alternativi potrebbero risultare interessanti e in uno scenario di questo tipo dove sono presenti alcuni rischi di un rialzo dell’inflazione, gli investitori dovrebbero aumentare la diversificazione, includendo attività che resistano meglio a un’inflazione più alta dicono gli esperti.
L’inflazione normale ha dimostrato di essere il miglior regime anche per l’azionario. I rendimenti azionari hanno registrato la loro miglior performance nei regimi di inflazione normale perché una salutare crescita dell’economia e le politiche monetarie accomodanti favoriscono la propensione al rischio sui mercati finanziari.
Così come è successo sui mercati del credito, l’inasprimento della politica monetaria durante i periodi in cui l’inflazione è più alta (regime inflazionistico) pesa sui rendimenti degli attivi rischiosi perché al salire dei tassi d’interesse i rendimenti di gran parte degli indici azionari scendono al di sotto del 10%.
Le soluzioni che puntano ai rendimenti reali con un’ampia gamma di classi di attività saranno interessanti in un normale regime inflazionistico con rischi rialzisti. Tra queste figurano gli attivi reali, le obbligazioni indicizzate all’inflazione, le notes a tasso variabile, le materie prime e i settori azionari collegati all’economia reale, che tendono a sovraperformare in un contesto di rialzo dell’inflazione.