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Scandalo ING, iniziano a cadere le teste: via il CFO Koos Timmermans

Ma la polemica non si ferma, e si teme che la cacciata del direttore finanziario sia stata una mossa per proteggere il CEO Ralph Hamers.

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Monta lo scandalo che ha travolto ING Groep, la banca olandese che ha ammesso la scorsa settimana di non essere riuscita a prevenire episodi di riciclaggio di denaro sporco per anni, e che ha così accettato di chiudere il contenzioso legale pagando 775 milioni di euro.

Oggi si apprende la notizia dell’addio del direttore finanziario Koos Timmermans, 58 anni: una scelta considerata inevitabile, sia per le critiche contro la banca arrivate dal primo ministro olandese Mark Rutte, sia per la richiesta della società che rappresenta gli azionisti VEB di indagare sul ruolo che, nell’intera faccenda, avrebbe ricoperto l’amministratore delegato Ralph Hamers.

Agli inizi di settembre, quando è scoppiato lo scandalo, il ceo Hamers aveva riconosciuto “la piena responsabilità della banca” per non essere stata in grado di attenersi ai “più alti requisiti” di prevenzione del crimine, nelle attività esercitate tra il  2010 e il 2016.

Ma i dubbi su quelle che sono le reali responsabilità dei dirigenti, incluse quelle dell’AD, continuano a mettere sotto pressione l’istituto, che ha così deciso di dare un segnale, praticamente cacciando uno dei suoi più alti dirigenti.

Nell’annunciare la dipartita del CFO Timmermars, ING ha lodato il lavoro svolto dal manager, precisando che la carica potrà rimanere sua fino a quando la sostituzione non sarà effettiva, presumibilmente nel mese di aprile.

Secondo alcuni analisti, il suo addio potrebbe ridurre le pressioni sul Ceo Hamers, alla guida di ING dal 2013 e considerato artefice del successo della strategia digitale dell’istituto.

Ma è la stessa associazione VEB, in particolare il suo direttore generale Paul Koster, ad affermare che è difficile non pensare che Timmermans sia stata la “vittima sacrificale”.

“Per gli outsider – ha detto Koster – quello che è accaduto sembra riflettere l’intenzione di proteggere Hamers”.

ING era già finita nell’occhio del ciclone quest’anno, lo scorso marzo, quando aveva annunciato un aumento della paga a favore del suo ceo Hamers, per poi fare dietrofront cinque giorni dopo, a causa delle polemiche scoppiate.