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Salvini: quota 100 da subito, flat tax parte da più piccoli. Ecco fino a quando resterà bonus Renzi

Il vicepremier: “Intendiamo presentarci ai mercati e all’Europa con una legge di bilancio seria che faccia crescere l’economia di questo paese, nel rispetto di tutti i vincoli Ue. E’ chiaro …

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Quota 100 da subito, flat tax che parte dai più piccoli, “bisogna vedere se dalle famiglie o dalle partite Iva”, sì al reddito di cittadinanza, rilancio degli investimenti, a partire da quelli dei comuni. Il vicepremier Matteo Salvini rilascia un’intervista a Il Sole 24 Ore in cui riassume ciò che è emerso dalla riunione con i capigruppo e gli esperti economici della Lega: una prima lista di priorità, che mette al primo posto, per l’appunto, le pensioni.

Nel corso dell’intervista, Salvini affronta diversi dossier, tra cui quelli dell’Ilva, dell’Alitalia e della Tap: quest’ultimo è un dossier aggiornato nelle ultime ore con l’incontro tra il vicepremier e l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che oggi è consulente dell’azienda che costruisce il gasdotto in Puglia.

Rispetto dell’ambiente e degli ulivi sì, precisa il ministro dell’Interno, ma fondamentale è permettere anche agli italiani di pagare bollette meno care e di non far rimanere l’Italia indietro nella “partita energetica”.

Nella lista delle priorità sono presenti anche “pace fiscale ed Equitalia, questione non solo di giustizia ma anche di fondi che altrimenti non recupereremo mai – spiega Salvini – Tra l’altro potremmo estenderla anche alle multe, come molti sindaci ci chiedono. Poi accise sulla benzina, con l’obiettivo di annullare gradualmente quelle che hanno compiuto 60-80 anni di storia. Fatturazione elettronica obbligatoria 2019, che per i piccoli rischia di essere un aggravio di spesa non da poco. E poi c’è da liberare gli avanzi di bilancio dei comuni per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Viene fornita anche qualche cifra, in particolare sul costo della riforma delle pensioni, che include per l’appunto una “quota 100 integrale, senza paletti”, a partire dal 2019 per tutti. Qui non manca la battuta al vetriolo contro Tito Boeri, numero uno dell’Inps:

“Non facciamo grande affidamento sulle stime dell’Inps, che ultimamente più che di economia si occupa di politica. Secondo alcuni organismi (il costo) varia dai 6 agli 8 miliardi”.

Il leader della Lega non teme certo di irritare Bruxelles con lo smantellamento della riforma Fornero che, insieme all’introduzione di quota 100, avrebbe un costo stimato tra i 6 e gli 8 miliardi di euro.

A suo avviso, si tratterebbe infatti di una “riforma equilibrata, che soprattutto creerebbe occupazione”. Anche perchè, continua, “uno degli aspetti più deleteri della Fornero, al di là dell’iniquità, è stato aver ingessato il mercato del lavoro“. A tal proposito, si sta valutando anche il taglio del cuneo fiscale, nella convinzione di Salvini, secondo cui “il lavoro non si crea per legge, ma aiutando chi lo produce, i privati”.

Tornando alla flat tax, questa “resta il traguardo, sarebbe un fatto storico. Ma tre aliquote (Salvini risponde alla domanda sull’ipotesi di una riduzione di scaglioni e aliquote come volevano i Cinque Stelle) – sarebbe già un passo avanti”. In generale, “non potendo dare subito tutto a tutti, ci daremo delle priorità. Do per acquisito l’innalzamento dei minimi a cui applicare un forfait. L’obiettivo è che ci siano alcuni milioni di italiani che già dall’anno prossimo paghino meno tasse. Ovviamente a regime ci si arriva entro il contratto di governo”.

In ogni caso, il bonus di 80 euro di Renzi ci sarà fino a quando non verrà introdotta l’aliquota del 15% per tutti gli italiani, dunque la famosa tassa piatta.

“Intendiamo presentarci ai mercati e all’Europa con una legge di bilancio seria che faccia crescere l’economia di questo paese, nel rispetto di tutti i vincoli Ue. E’ chiaro che non faremo tutto subito, né gli italiani se lo aspettano. Ci saranno opzioni a un anno, a due anni e a tre anni. Se vogliamo governare a lungo, non possiamo far saltare i conti“, spiega il vicepremier.