1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Ricapitalizzazione banche con aiuto governo? Salvini apre a Giorgetti

Mentre l’FT lancia un appello alla Bce di Mario Draghi che si riunisce oggi, invitandola a fermare “senza paura e senza favoritismi” il tapering del suo bazooka monetario Quantitative easing …

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

All’orizzonte una ricapitalizzazione delle banche italiane, magari con l’aiuto del governo M5S-Lega?

Le dichiarazioni rilasciate dal vicepremier Matteo Salvini in occasione del Forum euroasiatico in corso a Verona, rendono legittimo questo interrogativo. D’altronde il leader della Lega si è detto d’accordo con la proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, di ricapitalizzare le banche italiane in caso di un balzo dello spread fino a quota 400.

“Se qualcuno ne ha bisogno noi ci siamo. Senza fare gli interventi del passato. Se qualche banca o qualche impresa avrà bisogno, noi ci siamo”.

Queste dichiarazioni, va detto, stridono non poco con la crociata contro gli interessi delle banche e dei banchieri che Salvini, così come il suo collega vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, ha trasformato spesso in uno slogan elettorale.  E stridono tantissimo con quelle parole che l’attuale vicepremier e ministro dell’Interno proferì quando non c’era né il cosiddetto governo del cambiamento e tanto meno un’alleanza con il M5S.

Così Salvini disse delle banche italiane, interpellato da La Zanzara su Radio 24, il:

“Non solo in Grecia, io ritirerei i soldi anche dalle banche italiane, per dare un segnale all’Europa. Non possiamo essere schiavi della Banca Centrale Europea, una multinazionale di qualcuno che non è mai stato eletto da nessuno. Fossi premier uscirei dall’euro domani mattina, avvierei le pratiche. Fossi in Grecia voterei no, per la sovranità e la libera scelta. Se vince il no potrebbe essere l’inizio di una nuova Europa”. Era il 2015, tre anni fa.

Ma i tempi sono cambiati e la volontà di aiutare le banche è stata manifestata già nelle ultime ore dallo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che ha detto chiaramente di ritenere che il governo M5S-Lega non dovrebbe commettere gli errori del governo Renzi.

Viene da pensare subito: l’errore di salvare le banche? No, piuttosto il contrario.

L’errore sarebbe quello di aspettare più di un anno per intervenire e procedere al salvataggio di quegli istituti la cui stessa sopravvivenza potrebbe essere messa a repentaglio dal fenomeno del doom loop – abbraccio mortale tra le banche e i BTP che hanno in pancia -, nel caso in cui lo spread balzasse a 400 punti base.

Oggi le banche vivono una buona giornata a Piazza Affari: salgono le big Mediobanca, Intesa SanPaolo, UniCredit. Tra le medie, avanza Mps. E salgono anche i titoli delle più piccole come Banco di Desia e della Brianza, così come Banca Carige.

Ma, mentre l’FT lancia un appello alla Bce di Mario Draghi che si riunisce oggi, invitandola a fermare “senza paura e senza favoritismi” il tapering del suo bazooka monetario Quantitative easing (che per l’Italia è stato ed è tuttora, seppur in misura minore, uno scudo BTP) , i timori sul destino delle banche italiane si fanno sempre più forti. 

E’ quanto emerge dalle stesse parole proferite, nella registrazione della puntata a Porta a Porta, il ministro dell’economia Giovanni Tria, facendo riferimento tra l’altro ai livelli attuali dello spread, e non a quel valore di 400 punti base che secondo tanti analisti non è più la vera soglia di pericolo. (Secondo la nutrita platea degli economisti, alla soglia di pericolo ci saremmo infatti già arrivati)

Un valore al di sopra di quota 300, secondo Tria, “non è una febbre a 40 ma non è neppure 37: è un livello che non possiamo considerare di mantenere così troppo a lungo”, in quanto comporta rischi per le banche. Rischi che tra l’altro aumentano se si prende in considerazione che il prossimo mese arriveranno anche i risultati degli stress test sulle banche.

A quel punto, ha detto a tal proposito Tria, “si vedrà il livello di capitale e lì si vedrà come intervenire”.

Ricapitalizzazione? Su questo il titolare del Tesoro ha risposto con cautela. Certo, “una ricapitalizzazione si può fare in tanti modi ma non è che come ministro dell’Economia mi metto a parlare di questo”.

Tutto questo, mentre Giorgetti ha più volte messo in evidenza i rischi che il sistema bancario italiano corre con lo spread.

In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, il sottosegretario ha negato che siano le famiglie italiane a correre i rischi maggiori. Piuttosto, sono le banche:

“Le famiglie non credo. Piuttosto il sistema creditizio che ha già delle sue criticità. L’aumento dello spread, la quantità di debito pubblico che hanno e le nuove regole bancarie dell’Unione, mettono in tensione il sistema e possono generare la necessità di ricapitalizzare alcuni istituti che già di per sé hanno delle fragilità patrimoniali. Non possiamo far finta di niente ed ignorare questi problemi”.

E ora che Salvini apre alla sua proposta, qualora venisse considerata necessaria  una ricapitalizzazione delle banche italiane più deboli potrebbe avvenire proprio con la regia del governo M5S-Lega.