Renault accelera su elettrico, Volkswagen ristruttura: due facce del settore auto in UE
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Il settore automobilistico europeo affronta una fase di forte trasformazione, tra crescente concorrenza globale, pressioni sui prezzi e cambiamenti nella domanda di veicoli elettrici. In questo contesto, due protagonisti storici come Renault e Volkswagen hanno presentato aggiornamenti strategici e risultati che mostrano sfide molto diverse ma ugualmente significative per il futuro.
Renault punta sull’espansione internazionale
Il gruppo francese ha presentato un nuovo piano strategico quinquennale con l’obiettivo di rafforzare la propria competitività in un mercato sempre più affollato. L’idea centrale è chiara: spingere la crescita soprattutto fuori dall’Europa. Secondo il piano, entro il 2030 Renault punta a vendere oltre 2 milioni di auto all’anno con il marchio Renault, rispetto agli 1,63 milioni venduti nel 2025. Si tratta di un incremento di circa il 23%. Ancora più significativo è l’obiettivo geografico: metà delle vendite dovrà arrivare da mercati extraeuropei, rispetto al 38% registrato lo scorso anno.
La strategia nasce anche dalla pressione competitiva sempre più intensa. I produttori europei devono fare i conti con l’avanzata di marchi cinesi a basso costo come BYD e Chery, oltre alla concorrenza dei gruppi tradizionali come Stellantis nel mercato europeo. Questa dinamica ha già eroso i margini di profitto del settore. Per sostenere la crescita, Renault lancerà 36 nuovi modelli nei prossimi cinque anni, di cui 14 destinati ai mercati extraeuropei. Nel quinquennio precedente i nuovi modelli erano stati soltanto otto, segno di una forte accelerazione nello sviluppo della gamma.
Partnership e tecnologia interna: il cuore della strategia di Renault
Uno dei pilastri della strategia sarà lo sviluppo tecnologico interno per i modelli destinati all’Europa. Parallelamente, Renault rafforzerà la collaborazione con partner internazionali, tra cui il gruppo cinese Geely, con l’obiettivo di espandere le vendite in mercati come Sud America e Corea del Sud. Sul fronte dell’elettrificazione, la casa francese continuerà a investire, ma con un approccio più flessibile. Entro il 2030 sono previsti 16 modelli completamente elettrici, pari al 44% dei nuovi veicoli programmati. Allo stesso tempo il gruppo continuerà a puntare sugli ibridi, una scelta legata alla domanda europea di auto elettriche, finora inferiore alle aspettative.
In sviluppo c’è anche una nuova piattaforma elettrica prevista per il 2028, che includerà una versione con range extender, cioè un piccolo motore a benzina di supporto per aumentare l’autonomia fino a circa 1.400 chilometri. Secondo l’amministratore delegato Francois Provost, Renault vuole dimostrare di essere “un punto di riferimento dell’industria automobilistica europea sulla scena globale”.
Volkswagen tra margini in calo e sfide globali
Se Renault guarda alla crescita, per Volkswagen la priorità resta invece il recupero della redditività. Il gruppo tedesco ha chiuso il 2025 con un utile operativo più che dimezzato, sceso a 8,9 miliardi di euro, sotto le attese degli analisti che prevedevano circa 9,4 miliardi. I risultati sono stati penalizzati da diversi fattori, tra cui tariffe commerciali negli Stati Uniti e un cambiamento strategico costoso nel marchio Porsche AG, che ha rallentato la transizione all’elettrico a causa della domanda debole.
Nel complesso, i ricavi del gruppo sono rimasti stabili a 322 miliardi di euro, mentre per il 2026 Volkswagen prevede una crescita limitata, compresa tra 0% e 3%. Anche i margini restano sotto pressione. L’azienda prevede per il 2026 un margine operativo tra il 4% e il 5,5%, dopo il 2,8% registrato nel 2025 e il 5,9% del 2024. Secondo l’amministratore delegato Oliver Blume, il gruppo sta operando in “un ambiente profondamente diverso”, caratterizzato da maggiore competizione e cambiamenti strutturali nel settore.
Il problema Cina e i tagli ai costi
Una delle sfide principali per Volkswagen è la perdita di terreno in Cina, il mercato automobilistico più grande del mondo. Negli ultimi anni il gruppo ha perso quote di mercato significative: nel 2024 ha ceduto il primato a BYD, mentre nel 2025 è sceso al terzo posto dietro Geely. Per rafforzare la propria posizione finanziaria, il gruppo sta portando avanti un ampio piano di ristrutturazione. Tra le misure più rilevanti figura la riduzione di circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030, oltre a interventi specifici su marchi come Audi e Porsche.
Il direttore finanziario Arno Antlitz ha sottolineato che le ristrutturazioni e i nuovi lanci di prodotto avviati nel 2025 sono fondamentali per rendere Volkswagen più resiliente, ma ha anche riconosciuto che un margine operativo del 4,6% (al netto delle ristrutturazioni) non è sufficiente nel lungo periodo.