Rebus tassi Fed in vista di dicembre. Occhi su dollaro
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La Federal Reserve (Fed) e le sue potenziali mosse continuano a guidare i mercati. Nelle ultime sedute sono tornate a salire le scommesse per un taglio dei tassi nell’ultimo meeting dell’anno dopo le dichiarazioni accomodanti di alcuni funzionari della banca centrale Usa che si schierano a favore di una sforbiciata.
Tra i commenti più recenti quello di Christopher Waller, che indica come la debolezza del mercato del lavoro sia sufficiente a giustificare un altro taglio dei tassi, insieme alle osservazioni di Mary Daly, hanno rafforzato la convinzione degli investitori che la Fed sia più vicina ad adottare una posizione più accomodante a dicembre.
A due settimane esatte all’avvio della due giorni di riunioni del Fomc (prenderà il via il 9 dicembre) un taglio torna ad essere dunque lo scenario base.
Sotto osservazione i movimenti di dollaro anche in vista dei dati chiave di oggi, come le vendite al dettaglio e l’indice dei prezzi alla produzione (PPI).
Waller e Daly schierati a favore di un taglio a dicembre
Il mercato torna a prezzare un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre (ora oltre l’80% circa dopo essere sceso sotto il 40% la scorsa settimana). Un nuovo cambio di passo dovuto alcune dichiarazioni dei banchieri Fed. Dopo Williams venerdì, ieri anche Christopher Waller si è schierato tra quelli a favore di un taglio a dicembre.
Nel corso di una intervista a Fox Business Network, il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, si è detto pronto a sostenere un taglio dei tassi di interesse a dicembre. Probabilmente la banca centrale statunitense adotterà un approccio riunione per riunione a partire da gennaio, quando tornerà ad avere a disposizione molti dati economici.
“La mia preoccupazione riguarda principalmente il mercato del lavoro, in termini di doppio mandato. Quindi propongo un taglio dei tassi alla prossima riunione“, ha dichiarato Waller (è uno dei nomi al vaglio dell’amministrazione Trump come candidato a guidare la Fed al posto di Jerome Powell, il cui mandato scadrà nel maggio 2026).
“Insieme a Chris Waller, abbiamo sentito Mary Daly sostenere un taglio a dicembre. Quest’anno non è al voto, ma la sua posizione esercita in ogni caso una certa pressione dovish sul Fomc in quella che si preannuncia una decisione combattuta”, ricorda Francesco Pesole di ING sottolineando che “i mercati sono tornati a scontare 19 punti base di allentamento per dicembre, ma il dollaro è rimasto resiliente”.
Incertezza su prossime mosse Fed resta elevata: la view di Generali Investments
Causa il prolungato blackout per via dello shutdown prima della riunione del 9-10 dicembre, l’incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve rimane elevata. “Riteniamo che la probabilità di un taglio a dicembre sia del 50/50. Data la scarsità di nuovi dati, sarebbe ragionevole che la Fed aspettasse fino a gennaio, pur mantenendo un orientamento accomodante”, suggerisce Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investments, secondo il quale “più importante, però, è che le aspettative di mercato per quasi quattro tagli nel prossimo anno, basate sulla speranza di una rapida disinflazione, sembrano troppo ottimistiche”.
Generali Investments prevede solo 50 punti base di riduzione entro l’estate. “ La nostra visione è generalmente positiva, ma permangono rischi di ribasso a causa di segnali di indebolimento del mercato del lavoro. Se l’occupazione dovesse peggiorare bruscamente, la posizione leggermente restrittiva della Fed lascerebbe ampio spazio a stimoli”
I movimenti del dollaro
Martedì il dollaro si muove in un range ristretto, con gli investitori alla finestra in attesa della pubblicazione di alcuni dati chiave statunitensi utili per affinare le aspettative sulla prossima mossa di politica monetaria della Federal Reserve. “Nonostante i mercati prezzino una probabilità di circa l’80% di un taglio dei tassi a dicembre, il biglietto verde non ha ancora mostrato un deciso ribasso, riflettendo la cautela in vista dei report di questa settimana“, commenta Eric Chia, financial markets strategist di Exness.
L’attenzione si sposta ora sui dati in uscita oggi: le vendite al dettaglio e l’indice dei prezzi alla produzione di settembre. Un dato più positivo potrebbe attenuare le aspettative di un allentamento monetario a breve termine, sostenendo sia il dollaro sia i rendimenti a lungo termine, mentre dati più deboli rafforzerebbero la narrativa accomodante che ha dominato le recenti comunicazioni della Fed.
“Mentre i mercati attendono chiarezza, è probabile che il dollaro rimanga in una fase di consolidamento, con i dati odierni pronti a dettare la direzione di breve termine sia per la valuta che per la curva dei Treasury“, aggiunge Eric Chia.