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AI: Google e la sfida a Nvidia con i suoi microchip, il mercato prende nota

25 Novembre 2025 12:43

La rimonta di Google nell’intelligenza artificiale si estende anche all’hardware, suggerendo come il colosso della ricerca online sia in grado di lanciare una sfida di lungo periodo a Nvidia, per dominatrice assoluta nel mercato dei microchip dedicati all’AI.

La notizia, riportata per prima da The Information, che Meta potrebbe spendere miliardi di dollari in “acceleratori AI” di Google per i suoi data center, ha fatto schizzare il titolo Alphabet (controllante di Google) nelle contrattazioni pre-apertura e si è tradotta invece in un segno meno davanti al simbolo di Nvidia. Tutto questo in un momento in cui tra gli investitori è diffusa una certa emotività per il timore che la valutazione dei titoli AI sia troppo alta e si sia entrati in una bolla.

Accordo con Meta lancerebbe chip TPU come alternativa a Nvidia

I chip di Google sono noti come TPU (tensor processing unit) e sono stati sviluppati inizialmente nel 2015 per uso interno nelle reti neurali e di machine learning del colosso di Mountainview, e ottimizzati per il software proprietario TensorFlow. 

L’accordo con Meta prevederebbe l‘uso dei TPU nei suoi data center a partire dal 2027, secondo fonti informate sulle trattative. La controllante di Facebook potrebbe anche accordarsi per un ulteriore patto di noleggio di potenza computazionale tramite la cloud di Google l’anno prossimo.

Se l’accordo si finalizzerà, contribuirà a stabilire i TPU come una credibile alternativa ai microprocessori di Nvidia, che per ora non ha rivali ed è considerata il termometro del settore.

Nel pre-mercato il titolo Alphabet è in crescita del 4%, mentre Nvidia perde il 3%.

Il precedente accordo con Anthropic (Claude AI) per un milione di chip

Quest’anno Google aveva già richiamato l’attenzione sul suo potenziale nell’hardware stringendo un accordo con Anthropic, l’azienda che sviluppa il modello di AI Claude. per la fornitura di un milione dei suoi microchip.

L’analista di Seaport Jay Goldberg, aveva definito l’accordo “una potente conferma” per i TPU.

Secondo un’analisi di Bloomberg Intelligence l’utilizzo dei chip di Google da parte di Meta e di Anthropic dimostrano come i produttori di LLM (large language models), tecnologia alla base dell’intelligenza artificiale, tenderanno ad utilizzare Google come fornitore secondario di acceleratori AI, almeno nel medio termine.

L’accordo con Meta, una delle aziende che globalmente spende di più per i data center e lo sviluppo AI, sarebbe una grande vittoria per Google, anche se molto dipenderà dalla performance dei TPU, ovvero se saranno in grado di dimostrare l’efficienza e le potenza computazione necessaria a costituirli come alternativa a Nvidia nel lungo periodo.

Certamente il mercato vedrebbe di buon grado alternative al dominio quasi incontrastato del gigante guidato da Jensen Wang.

Il ritorno di Sergey Brin in “founder mode” dietro alla rimonta di Gemini

Gemini, il modello AI di Google, quest’anno ha recuperato il forte svantaggio nei confronti delle concorrenti principali, ovvero ChatGPT e Claude. Il modello Gemini 3.0 si è infatti affermato al primo posto nelle classifiche nelle più importanti aree di performance, in particolare nella capacità di ragionamento e nella programmazione software.

Molti osservatori accreditano questo cambio di rotta al coinvolgimento attivo del co-fondatore Sergey Brin, che è tornato a Mountainview in “founder mode”, presentandosi tutti i giorni in azienda, snellendo la burocrazia, velocizzando i processi e lavorando fianco a fianco con i ricercatori per ridisegnare la traiettoria dell’azienda nell’AI.

Per far rimontare Gemini ha proposto sprint settimanali da 60 ore grazie alla quali la società è riuscita a lanciare Gemini 3.0 e Antigravity, uno strumento per la creazione e l’editing di software integrata con AI.

Il suo coinvolgimento ha senza dubbio prodotto risultati concreti e anche tenuto alto il morale, tanto che Brin ha esplicitamente dichiarato come l’obiettivo finale di Google sia di far evolvere Gemini nella prima vera Intelligenza Artificiale Generale (AGI) al mondo.