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Rally frenetico di Piazza Affari non per tutti: su 5 titoli del Ftse Mib si spegne la luce

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In una giornata euforica per Piazza Affari come quella di ieri, con Ftse Mib balzato del 2,78% oltre il muro dei 20 mila punti e coronando una settimana da sogno con un rialzo di oltre +10%, non tutti i titoli sorridono. L’ausilio del sorprendente boom delle payrolls Usa ha accentuato l’ondata di liquidità che nelle ultime due settimane si è riversata soprattutto sui titoli legati a settori quali banche e industriali, tra i più penalizzati negli scorsi mesi. Allo stesso tempo si è assistito a una sorta di ritirata da alcuni titoli che erano andati  per la maggiore nei momenti di maggiore incertezza sui mercati.

Diasorin e le altre, il rischio sboom diventa realtà

Nel parterre milanese figurano infatti alcuni segni meno anche marcati come il -4,71% di Diasorin a 166 euro. Secondo un articolo del Il Fatto Quotidiano, la graduatoria provvisoria relativa alla gara in aprile in Lombardia (ordine urgente di 500mila test Covid-19) vedrebbe in testa la svizzera Roche, che ha offerto un prezzo di 1,42 euro a test. Seconda nella graduatoria ci sarebbe Beckman Coulter con un’offerta di 3,8 euro a test, terza Ortho Clinical con 3,5 euro, quarta Diasorin con 3,3 euro e quinta Abbott offrendo 4 euro.
Diasorin mette a segno la sesta seduta negativa nelle ultime 9 con titolo che si è allontanato non poco dai massimi storici a 211,8 euro toccati due settimane fa. Diasorin mantiene comunque lo scettro di miglior titolo Ytd con quasi +44%.

Hanno sofferto anche altri titoli che figurano tra i best performer da inizio anno, a testimonianza che il risk-on sui mercati ha portato alcuni investitori a chiudere posizioni sui titoli in cui si erano rifugiati negli scorsi mesi nel contesto di gande incertezza post Covid.
Così Nexi, che da inizio anno è il secondo miglior performer con quasi +20%, ieri ha chiuso debole a -0,9%. Male anche Recordati, terza nella graduatoria Ytd, che oggi ha ceduto lo 0,79%. Vendite anche su Terna (-1,6%) e Ferrari (-0,84%), anche loro tra i pochi titoli che presentano un saldo 2020 positivo.

Voglia di occasioni, ecco chi rimonta a velocità doppia

Di contro gli acquisti nelle ultime sedute, si sono concentrati sui titoli che più erano rimasti indietro nei primi 5 mesi dell’anno. Così si spiegano ad esempio l’oltre +9% di Bper e Saipem di ieri, che nonostante questi rialzi risultano ancora i due peggiori titoli del 2020. Allargando lo sguardo all’ultima settimana spiccano i prepotenti recuperi di titoli quali Banco BPM, ENI, Leonardo, FCA e CNH che figurano tra i peggiori 10 titoli Ytd. Stesso dicasi per Unicredit che addirittura è risalita a ridosso dei 9 euro archiviando la sua undicesima seduta consecutiva in rialzo. Durante questa striscia vincente il titolo è balzato in avanti del 37% (il 21 maggio viaggiava a 6,45 euro). Da inizio anno il saldo rimane ampiamente negativo di -31% circa.
Ieri il rally prepotente di Piazza Affari è stato dettato in primo luogo dai sorprendenti dati dal mercato del lavoro USA. Nel mese di maggio l’economia degli Stati Uniti ha creato 2,5 milioni di posti di lavoro, il maggior balzo di sempre. Il dato è decisamente migliore delle attese, visto che le stime erano per una perdita di 8 milioni di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa al 13,3%, rispetto al 14,7% di aprile. Gli economisti avevano previsto un tasso in rialzo al 19,8%.