Notizie Notizie Italia Previdenza complementare, l’indecisione regna ancora

Previdenza complementare, l’indecisione regna ancora

Sono 4 su 10 i lavoratori italiani (circa 3,6 milioni di individui) che aderiranno alla previdenza complementare e un lavoratore su quattro (26%) ha già comunicato al datore di lavoro la scelta relativa al proprio Trattamento di fine rapporto (Tfr). A distanza di quasi quattro mesi dall’entrata in vigore, lo scorso primo gennaio, della riforma sulla previdenza complementare Assogestioni in collaborazione con Gfk-Eurisko fa il punto della situazione nell’Osservatorio sulla previdenza complementare, nato e pensato soprattutto con l’intento di monitorare il processo decisionale dei lavoratori del Belpaese.


Secondo i dati emersi da questa analisi, il 17% dei dipendenti nostrani ha manifestato l’intenzione di voler lasciare in azienda il tfr. Sul fronte dei fondi, invece, quelli negoziali hanno registrato l’8% delle scelte, circa 800 mila individui, mentre si è rivelata nettamente inferiore la quota di coloro che hanno deciso di affidare la propria pensione integrativa ai fondi aperti (0,6%), ai piani individuali previdenziali (Pip) e ai Fip.


Nonostante il tempo a disposizione per decidere che strada imboccare sul fronte pensionistico non sia poi moltissimo, è pari al 7% la percentuale di coloro che non sanno ancora che cosa fare. E infatti, l’indagine mette in evidenza che il 74% dei lavoratori non ha ancora dichiarato la propria scelta. In termini percentuali, fra questi, emerge che circa 7 milioni di individui (36%) dichiarano di voler lasciare in azienda il proprio Tfr, il 16% ha intenzione di destinarlo ai fondi negoziali, una percentuale pari al 6% scegli quelli aperti, il 7% preferisce Fip e Pip e solo il 2% afferma di non voler fare nulla.


Ma quali sono le ragioni che spingono alcuni lavoratori a non comunicare nulla? Si scopre che nel 51% dei casi i dipendenti giustificano il loro silenzio con una mancanza di informazioni sufficienti per decidere, mentre il 20% aspetta solo che si avvicini la scadenza. In quest’ottica, appare discordante la percentuale di coloro, pari al 96%, che sostengono di conoscere la riforma. Il dato, in crescita rispetto a quanto rilevato nel corso del precedente monitoraggio, arriva a toccare il 99% nel caso di imprese con più di 50 dipendenti.


Il 30 giugno è la scadenza entro la quale i lavoratori dovranno prendere una decisione. E in vista di questa data, aumenta il numero di lavoratori alla ricerca di informazioni e consigli. Sempre secondo il monitoraggio effettuato da Gfk-Eurisko su commissione di Assogestioni, circa la metà degli interessati dichiara, infatti, di aver chiesto indicazioni e le fonti alle quali si rivolgono la maggiore parte degli interessati sono i sindacati e il datore di lavoro.