Poste Italiane: a 10 anni dalla quotazione resta una “dividend history”
Fonte immagine: fonti societarie
Sono trascorsi 10 anni dalla quotazione a Piazza Affari di Poste Italiane, avvenuta il 27 ottobre 2015, al termine della più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) d’Europa.
Allora, la forchetta di prezzo era stata fissata a 6,75 euro per azione. Oggi il titolo del gruppo guidato da Matteo Del Fante viaggia sopra i 20 euro per azione. Un “numero” per dare una prima indicazione sul percorso di crescita percorso dalla società in questi dieci anni in Borsa.
Un decennio che ha visto anche una “profonda trasformazione e diversificazione del business, finalizzato a creare valore per gli azionisti e a consolidare il ruolo di Poste Italiane come azienda di sistema”. Un anniversario dedicato ai dieci anni dalla quotazione a Piazza Affari celebrato nella sede di Borsa Italiana alla presenza del sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ma anche della presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere; dell’amministratore delegato Matteo Del Fante e del direttore generale Giuseppe Lasco.
Capitalizzazione, dividendi e i numeri di questi 10 anni
Dal debutto sul mercato con una capitalizzazione di 8 miliardi di euro, Poste Italiane ha più che triplicato il proprio valore, portando la capitalizzazione a oltre 26 miliardi, al termine di un percorso nel quale ha distribuito oltre 7 miliardi di euro di dividendi, garantendo ai suoi azionisti una remunerazione costante e crescente, frutto di una visione strategica di lungo periodo basata su innovazione, diversificazione del business e solidità patrimoniale.
“Il decimo anniversario della nostra quotazione – ha detto il ceo Matteo Del Fante – sigilla il percorso che ha trasformato Poste Italiane nella prima Platform Company del Paese. Abbiamo concentrato la nostra azione sull’innovazione e sulla realizzazione di strategie sostenibili di business che si sono dimostrate vincenti, mantenendo in ogni caso la nostra identità di azienda a forte vocazione sociale radicata sul territorio. Gli effetti – ha aggiunto l’a.d. Matteo Del Fante – si sono visti sul valore del titolo. Ogni 100 euro investiti 10 anni fa dagli azionisti che ci hanno dato fiducia, sono oggi diventati 540 tra dividendi e crescita del titolo; a conclusione di un decennio contrassegnato da una crescita media annua del 15% del risultato operativo, del 14% del dividendo e, nello stesso tempo, da una gestione del bilancio prudente e responsabile. In questa occasione speciale – ha concluso Matteo Del Fante – desidero ringraziare i nostri 120.000 dipendenti; il loro impegno e la loro professionalità continuano ad essere il pilastro sul quale poggia il successo della nostra dividend history”.
La crescita di Poste Italiane è stata sostenuta da una forte trasformazione digitale, che ha permesso all’azienda di affermarsi come la più grande piattaforma di pagamenti in Italia, con oltre 3 miliardi di transazioni annue, e come il primo emittente di carte di pagamento con oltre 30 milioni di carte in circolazione. Poste Italiane ha, inoltre, consolidato la leadership assicurativa, con masse gestite per 165 miliardi di euro e ha rafforzato il ruolo di porto sicuro del risparmio, con oltre 450 miliardi di attività garantite dallo Stato.
Il Gruppo guidato da Silvia Maria Rovere e da Matteo Del Fante ha conquistato il primato nella logistica, con oltre 300 milioni di pacchi consegnati ogni anno e ha, infine, ampliato il perimetro delle attività in settori strategici come energia e telecomunicazioni, rafforzandone il ruolo di protagonista della vita economica e sociale italiana. A dieci anni dalla quotazione, con una storia che intreccia tradizione e modernità, radici locali e visione globale, Poste Italiane ha dunque saputo coniugare gli obiettivi di crescita finanziaria con la sua missione al servizio della crescita economica, della coesione sociale e della trasformazione digitale del Paese.
Trimestrale, dossier Tim e i temi caldi di oggi
Non sono poi mancate alcune dichiarazioni sui temi caldi del momento, dalla trimestrale all’ingresso di Tim (uno dei tasselli chiave di questo 2025). In vista dei conti che verranno rilasciati il 12 novembre, l’a.d. Del Fante ha dichiarato che “le prospettive di fine anno sono buone, siamo ottimisti”. Per quanto riguarda Telecom Italia, di cui Poste detiene una partecipazione di quasi il 25%, Del Fante ha detto che “non c’è nessun progetto di ingresso nel cda di Tim”.
Secondo quanto riportato dalle principali agenzie, nel corso dell’incontro Federico Freni, sottosegretario al Mef, è stato invece intercettato dai giornalisti sulla possibilità che venga riaperto il capitolo della vendita di ulteriori azioni di Poste Italiane. Tema su cui si è limitato a dire: “per ora no”.
Sarebbe dovuta partire proprio un anno fa, il 21 ottobre 2024, l’Opv (offerta pubblica di vendita) di Poste con l’offerta di circa il 14% del capitale dell’azienda postale che fa capo al Tesoro. Proprio a ridosso della partenza, era arrivato lo stop. Poste aveva, inatti, annunciato che il procedimento presso la Consob per l’approvazione del prospetto relativo all’offerta di azioni da parte dello stesso Mef è stato “temporaneamente interrotto in pendenza delle decisioni e delle valutazioni in corso riguardo alle modalità e ai tempi dell’offerta”.
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