Piazza Affari tra rischio correzioni estive e occasioni da cogliere. Cinque titoli da tenere sotto l’ombrellone
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Piazza Affari è reduce da un primo semestre dell’anno avanti tutta, con una marcia in più rispetto agli altri principali listini europei, sostenuta dal riaccendersi del risiko bancario e dalla forza del comparto tecnologico, in particolare il boom di Stm.
Europa o Wall Street?
Cosa aspettarsi dalla seconda metà dell’anno? I mercati azionari mostrano segni di consolidamento dopo il rally dei mesi precedenti, in particolare il settore tech sta ritracciando sia negli Usa che in Europa. La crescita degli utili in Europa rimane su un andamento positivo e in miglioramento dall’inizio del conflitto in Iran, con aspettative al +13% su base annua nel 2026 e al +9% nel 2027, in forte ripresa dopo il -4% registrato nel 2025. “Questa dinamica si inserisce in un contesto di valutazione che rimane nel complesso ragionevole (P/E 2026-27E 15x-13x) e sostenibile alla luce del calo dei prezzi dell’energia e delle aspettative di inflazione che, secondo le nostre previsioni, potrebbero migliorare o almeno rimanere ben ancorate”, rimarca Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth, che mantiene una visione positiva sui mercati pur raccomandando selettività e una quota di liquidità per cogliere eventuali correzioni.
Liquidità pronta per eventuali correzioni estive
L’Europa continua quindi a trattare a sconto rispetto al mercato statunitense dove si sta assistendo a una rotazione dai grandi nomi tecnologici verso nuove raccolte di capitale dedicate all’intelligenza artificiale.
La view di Scauri resta costruttiva sull’azionario, ma con prudenza tattica: “Manteniamo una visione moderatamente positiva sui mercati, ma riteniamo opportuno conservare una riserva di liquidità da impiegare in caso di correzioni estive, rese più probabili dalla minore liquidità stagionale, dall’incertezza politica negli Stati Uniti e dall’aumento dell’offerta di titoli azionari legati all’intelligenza artificiale”.
Cautela su auto e lusso
Approccio ancora cauto invece nei confronti dei settori più dipendenti dalla domanda dei consumatori, in attesa di una normalizzazione del contesto inflazionistico, in particolare per quanto riguarda il settore automobilistico (alla luce del profit warning di BMW e del continuo avanzamento in Europa dei costruttori cinesi) e quello del lusso, dove attendiamo ulteriori conferme sulla sostenibilità della crescita nella seconda parte dell’anno (confronti più difficili e contesto macroeconomico cinese ancora poco favorevole), anche alla luce di valutazioni non particolarmente attraenti (in linea con la media storica).
I preferiti di Piazza Affari
Passando a Piazza Affari, che come detto ha la performance più forte (+12%), tra i temi d’investimento preferiti del gestore di Lemanik restano le energie rinnovabili e l’intelligenza artificiale, con STMicroelectronics che continua a rappresentare una delle principali posizioni in portafoglio. Scauri guarda con interesse anche a Nexi, che offre un dividend yield dell’8% e tratta a multipli ritenuti interessanti dopo la scissione.
Tra gli acquisti più recenti figura Diasorin, inserita in portafoglio dopo la correzione del titolo. “Le notizie negative hanno riportato le quotazioni su livelli che consideriamo un punto di ingresso molto interessante”, spiega il gestore.
Confermata anche la fiducia in Tim, grazie all’ingresso di Poste Italiane e a un quadro competitivo giudicato più favorevole.
Selettività tra le banche, Bper
Sul comparto finanziario Scauri è un approccio cauto. “Siamo molto selettivi sul settore finanziario. Continuiamo a privilegiare Bper e Mps. I fondamentali restano solidi e ci aspettiamo un’ampia conferma delle guidance nel corso della stagione delle trimestrali. Inoltre i rendimenti da dividendo, superiori in media al 7,5% atteso per il 2026, rappresentano un ulteriore elemento di sostegno”.
Il titolo preferito è Bper che dovrebbe beneficiare del consolidamento di Popolare di Sondrio e delle relative sinergie di integrazione.
AI, il ciclo non è finito
Secondo Lemanik, il tema dell’intelligenza artificiale rimane rimane sostenuto da una domanda strutturalmente robusta, ma con una maggiore dispersione dei rendimenti lungo la catena del valore: dalla fase delle infrastrutture verso le applicazioni e le società che beneficeranno degli incrementi di produttività legati all’uso dell’intelligenza artificiale. “In questo contesto – aggiunge il gestore – la selettività assume un’importanza sempre maggiore nel macro-tema dell’IA. I nostri titoli preferiti sono STM, Prysmian e Technoprobe, in ordine di preferenza”.