Portafogli: titoli tech e big Ftse Mib in cima alle preferenze degli italiani
Fonte immagine: Istock
Nessuna fuga degli investitori italiani dall’equity nel mese di marzo dominato dal conflitto in Iran. Anzi, per alcuni investitori è stata l’occasione per investire in “titoli selezionati”, in particolare nel settore petrolifero ed energetico. La guerra in Medio Oriente, scoppiata lo scorso 28 febbraio, non ha stravolto le preferenze degli investitori italiani che continuano a guardare ai titoli tecnologici (con 5 azioni del club delle Magnifiche Sette in vetta), seguiti da alcune big del Ftse Mib come Intesa Sanpaolo ed Eni.
Questa una delle principali tendenze emerse dall’analisi di marzo sul comportamento di investimento di oltre 135.000 clienti italiani della piattaforma di trading online Degiro, attiva in Italia dal 2015.
Maggioranza degli investitori mantiene la propria posizione
Nonostante la volatilità dei mercati, il comportamento degli investitori italiani si è distinto per equilibrio. Il patrimonio dei clienti investito in titoli ha registrato una flessione del 5,1%, un dato che riflette più la dinamica dei prezzi di mercato che una vera e propria fuga dagli asset rischiosi. Parallelamente, si osserva un leggero incremento della liquidità, salita al 7,9%, segnale di una prudenza tattica ma non di un cambio radicale nell’allocazione.
In ogni caso, non si sono registrati segnali di una vendita massiccia di titoli azionari. La quota delle azioni sul totale del patrimonio dei clienti è diminuita solo marginalmente, dal 35,1% al 34,6%, mentre l’allocazione in ETF è addirittura aumentata dal 58,7% al 59,2%.
“Marzo non è stato un mese per i deboli di cuore sui mercati azionari e a emergere è come gli investitori italiani abbiano mantenuto una relativa calma nonostante le turbolenze. Sebbene si sia registrato un calo degli asset investiti, tali diminuzioni sono di natura più tecnica e derivano dal ribasso dei livelli di mercato. Nel complesso, si può affermare che, sebbene la guerra in Iran non abbia lasciato del tutto indenni i portafogli italiani, la stragrande maggioranza degli investitori ha mantenuto la propria posizione”, ha commentato Federico Garavaglia, country head Italy di Degiro.
La tecnologia resta un pilastro dei portafogli degli italiani
In questo contesto, le scelte di investimento mostrano continuità con i mesi precedenti. Il comparto tecnologico resta il pilastro dei portafogli italiani, con una quota dominante nonostante alcune prese di beneficio su titoli globali come Nvidia (-6% rispetto al mese di febbraio), Alphabet (-11,5%) e Tesla (-11,5%). Si tratta di un ridimensionamento fisiologico, che non intacca il posizionamento strutturale degli investitori su un settore percepito ancora come centrale nel lungo periodo.
Osservando la classifica delle prime 20 società in classifica (tabella sottostante), il titolo italiano con il ranking più alto è Intesa Sanpaolo, al decimo posto. Altre azioni di società italiane popolari includono Eni (12°), Pirelli (13°), Enel (16°), UniCredit (17°), Leonardo (18°), Banca Monte dei Paschi di Siena (19°) e Ferrari (20°).
Tabella: Le prime 20 società per Asset under Custody al 31 marzo 2026

Forte slancio per i titoli petroliferi ed energetici, deboli le società minerarie
La vera novità del mese, tuttavia, è rappresentata dalla crescente attenzione verso il comparto energetico. Di fronte al forte rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, gli investitori hanno colto l’opportunità di rafforzare l’esposizione su titoli legati al petrolio e al gas. Il patrimonio investito in questo segmento è aumentato del 12% su base mensile. Tra io titoli con la migliore performance Eni.
Allo stesso tempo, si nota una minore attrattività per i titoli legati ai materiali di base, penalizzati dalla debolezza dei metalli e da un contesto meno favorevole. Il calo degli investimenti in questo segmento suggerisce una riallocazione consapevole delle risorse, piuttosto che un generale ridimensionamento del rischio.
Degiro e i Pac: in arrivo per la fine dell’anno
Cresce intanto l’attenzione verso il Piano di accumulo (Pac), uno degli strumenti più richiesti dagli investitori italiani e in particolare dalla clientela più giovane. Dalle indicazioni emerse, il Pac viene percepito sempre più come una soluzione coerente con un approccio di investimento graduale, disciplinato e orientato alla costruzione della ricchezza nel tempo, soprattutto in abbinamento agli ETF, che restano tra i prodotti più apprezzati sulla piattaforma. Proprio per rispondere a questa domanda, Degiro ha ufficializzato che sta lavorando allo sviluppo di questo strumento per il mercato italiano, con l’obiettivo di renderlo disponibile entro la fine del 2026.
“E’ una delle richieste più frequenti ed ci attendiamo di essere in grado di offrire questo strumento ai clienti italiani entro la fine dell’anno“, ha dichiarato Federico Garavaglia di Degiro nel corso di una presentazione alla stampa a Milano. La richiesta arriva soprattutto da investitori che operano con una logica meno speculativa e più patrimoniale, interessati a strumenti semplici, automatici e adatti a versamenti ricorrenti anche di importo contenuto.