Enel, reti e rinnovabili assicurano il trimestre. Barclays: “Titolo a sconto tra le utility Ue”
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Si apre la stagione dei conti e in vista del 7 maggio, quando Enel alzerà il velo sui numeri del primo trimestre, gli analisti iniziano a tratteggiare un quadro più che rassicurante su numeri e prospettive. Secondo gli analisti di Barclays, Enel dovrebbe presentare un primo trimestre 2026 piuttosto lineare, senza particolari sorprese, e in linea con le indicazioni già fornite al mercato. La performance sarà sostenuta soprattutto dalla solidità del business delle reti e da una maggiore produzione idroelettrica, che andranno a compensare una fase più debole nel trading. Nel frattempo, il segmento retail dovrebbe rimanere stabile. Diverse le opportunità dai trend futuri.
Utile sfiora i 2 mld
I risultati verranno pubblicati il 7 maggio, e le stime indicano un ebitda di circa 6 miliardi di euro e un utile netto di poco inferiore ai 2 miliardi. Nel complesso, il contesto operativo appare solido: da un lato le rinnovabili beneficiano di condizioni favorevoli, in particolare per l’idroelettrico; dall’altro, le reti continuano a crescere grazie all’aumento degli asset regolati e a migliori rendimenti, soprattutto in Spagna. Anche se il trading dovrebbe risultare più debole, questo impatto negativo dovrebbe essere più che compensato dagli altri segmenti.
Le stime di Equita
“Ci attendiamo una trimestrale sostanzialmente stabile da Enel, con la conferma delle guidance sull’anno, una crescita moderata dell’Ebitda (+0.5% YoY guidata prevalentemente dai business regolati) e utile in decrescita impattato dalla maggiore tassazione (addizionale IRAP del 2%) e dai maggiori ammortamenti e oneri finanziari”.
In particolare, nel primo trimestre 2026, l’ebitda ordinario è visto a 6 miliardi (+0.5% YoY); l’ebit a 4,033 miliardi (-0.3% YoY); il net Income a 1,92 miliardi (-4.3% YoY); la posizione finanziaria netta a -57.6 miliardi (-57.2bn a fine 2024).
Da un punto di vista operativo, ci attendiamo una forte contribuzione delle attività regolate (+7.1%) guidate dagli investimenti RAB eligible e dai riconoscimenti regolatori (principalmente in Spagna).
Il debito
Sul fronte finanziario, è atteso un debito intorno ai 58 miliardi, “un livello considerato normale per via delle dinamiche stagionali”, spiega Barclays. Anche Equita sottolinea “un positivo andamento del debito, solo in leggera crescita rispetto alla chiusura del 2025, nonostante il pagamento dell’interim dividend a gennaio per 2,4 miliardi.
Le attese future
Guardando oltre il breve termine, gli analisti restano positivi sul titolo Enel, che continua a essere visto come una delle scelte principali nel settore. L’azienda ha fissato obiettivi ambiziosi, con una crescita degli utili stimata intorno al 6% annuo fino al 2030, e offre una buona visibilità sui risultati futuri.
I target di piano
Equita si attende una sostanziale conferma dei target di piano con Enel che può beneficiare dallo scenario energetico attuale considerata la bassa dipendenza dell’import gas dal Qatar, il re-pricing atteso nei contratti a prezzo fisso durante il 2026, la fine della tutela simile attesa per metà 2027 ed uno scenario di prezzi che è circa 30-40 €/MWh superiore alle stime di gruppo sul 2026 (140-150 €/MWh contro 112€/MWh a piano) e 10-20 €/MWh superiore alle stime sul 2027 (110-120 €/MWh attuali contro 94€/MWh a piano).
“Stimiamo una sensitivity di circa l’1% dell’Ebitda per ogni 10 €/MWh di variazione prezzi energia (Italia e Spagna) dal 2027 (sul 2026 incidono le coperture che limitano fortemente la sensitivity)”.
Il titolo
L’azione ha guadagnato l’11% ma nonostante questo, il titolo tratta ancora a sconto rispetto ad altre utility europee, segno che il mercato potrebbe non aver ancora pienamente riconosciuto il suo potenziale, in particolare nelle rinnovabili e nelle reti.
Il giudizio positivo su Enel si inserisce in una visione più ampia favorevole all’intero settore delle utility europee, che stanno attraversando una fase di trasformazione. “Dopo anni di crescita limitata, il settore è ora sostenuto da trend strutturali come l’elettrificazione, l’aumento della domanda di energia e lo sviluppo dei data center. Tutto questo potrebbe tradursi in rendimenti interessanti per gli investitori nei prossimi anni”, spiega Barclays.
Le opportunità
Secondo Barcalys, un ulteriore elemento di interesse riguarda le nuove opportunità legate all’intelligenza artificiale e alla crescente domanda di energia da parte dei data center. Questi fattori potrebbero sostenere ulteriormente la crescita nei prossimi anni e rafforzare il ruolo di Enel nel sistema energetico. Non a caso, l’azienda sta già valutando progetti legati ai data center in diverse località.
Le criticità
Per Barclays, ci sono comunque alcuni rischi da considerare, in particolare legati alla regolamentazione italiana: eventuali modifiche al mercato elettrico potrebbero avere un impatto, anche se le stime attuali sono considerate piuttosto prudenti.