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Plug Power nei guai per problemi contabili, titolo in caduta e trema anche l’ETF clean energy più grande al mondo

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Problemi di contabilità fanno tremare Plug Power, uno dei titoli più gettonati nell’ultimo anno. La società Usa leader nello sviluppo di sistemi di celle a combustibile a idrogeno ha dichiarato che dovrà riformulare i bilanci per gli anni fiscali 2018 e 2019, nonché alcuni recenti documenti trimestrali.
Notizia che ha messo in ginocchio il titolo che segna -15% a 36,5 $ in avvio dopo aver chiuso ieri a -8%. Si tratta di valori più che dimezzati rispetto ai picchi in area 75$ a cui era schizzata nel primo mese dell’anno (in scia ai conti 2020 e al rialzo delle stime al 2024) e che le avevano permesso di segnare un fenomenale +1.500% rispetto ai livelli di inizio 2020.

L’annuncio sui problemi contabili

Plug Power ha affermato di aver individuato errori nella contabilità principalmente relativi a voci non monetarie, incluso il modo in cui ha classificato alcuni costi, che ha comportato minori spese di ricerca e sviluppo e un corrispondente aumento del costo delle entrate; il valore contabile segnalato delle attività del diritto d’uso; accantonamenti per perdite per determinati contratti di servizio; e svalutazione di alcune attività a lungo termine. “La contabilità relativa alla rideterminazione è complessa e tecnica e implica valutazioni significative su come applicare gli US GAAP, data la natura innovativa del business dell’azienda e la sua posizione di leader in un settore nuovo e in rapido sviluppo”, ha affermato Plug Power in una nota specificando di prevedere che la revisione della contabilità non influirà sulla liquidità della società. A seguito di questi problemi, Plug Power non presenterà il suo modulo 10K entro martedì come previsto.
Plug Power conferma i suoi obiettivi al 2024 dichiarati a inizio anno (1,7 mld $ di ricavi lordi). A inizio anno Plug Power ha siglato una partnership con Renault per costituire una joint venturo volta alla realizzazione di veicoli commerciali a idrogeno. 
La strategia della società guidata da Andy Marsh punta con decisione sull’idrogeno green prevedendo di produrre 1.000 tonnellate di idrogeno verde a livello globale entro il 2028.

Plug Power e l’ETF iShares clean energy 

Plug Power, fornitore leader di motori a idrogeno e soluzioni di alimentazione per la mobilità elettrica, risulta essere il titolo più importante all’interno del maggiore ETF mondiale sulle energie pulite (l’iShares Global Clean Energy ETF) con un peso che sfiora il 10 per cento (9,71%, dati al 6(3/2021). Ieri l’ETF in questione ha ceduto l’1,52% e oggi rischia di deragliare ancora complice la caduta di Plug Power. Nell’ultimo mese l’iShares Global Clean Energy ETF, quotato anche su Borsa Italiana, segna un calo di oltre il 20% dopo l’euforia green dello scorso anno che aveva portato le quotazioni a triplicarsi rispetto ai minimi di marzo 2020.
L’S&P Global Clean Energy Index, il sottostante dell’ETF iShares, presto potrebbe essere revisionato aumentando a 100 il numero dei componenti (attualmente sono 30). L’indice comprende nel dettaglio società che producono energia pulita attraverso la tecnologia solare, biocarburanti, etanolo, geotermia, idroelettrica o eolica, nonché società che sviluppano tecnologie e attrezzature utilizzate in quei segmenti. Guardando al peso settoriale, prevalgono le utilities, ma l’information technology ha una grossa fetta.