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Ftse mib tenta nuovo sprint: TIM sugli scudi, corre anche Hera

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Piazza Affari si muove poco sopra la parità, tentando di accelerare in una giornata che si preannuncia piuttosto fiacca per via delle festività negli Stati Uniti. Dopo lo stop di ieri per il giorno del Ringraziamento, oggi ci sarà la chiusura anticipata di Wall Street per il Black Friday (prevista alle 19 ore italiane). Senza il faro della Borsa Usa, i mercati si prendono una pausa e si concentrano sulle notizie sui vaccini e sui dati in arrivo dalla Cina. Su quest’ultimo fronte, in evidenza la pubblicazione dell’ottimo dato relativo ai profitti industriali della Cina, che hanno accelerato il passo in modo significativo.
In questo contesto, il Ftse Mib sale di circa mezzo punto percentuale in area 22.300 punti. Prosegue l’ottimismo sull’indice guida della Borsa di Milano che si è lasciato alle spalle i 22.000 punti ma si è bloccato al test dei 22.334 punti. Il primo assalto a questo livello di resistenza ha fallito e ora bisognerà vedere se inizierà una fase di prese di profitto o meno. Per il momento, il sentiment sull’indice resta positivo. Il break di 22.334 punti potrebbe aprire ad allunghi verso 23.000 e 23.500 punti.

Tra i titoli del paniere principale, in evidenza DiaSorin che sale dell’1,5%. Dagli Stati Uniti arriva qualche dubbio sul vaccino anti-Covid con il responsabile della Operation Warp Speed della Casa Bianca, Moncef Slaoui, che ha mostrato timori riguardo al gruppo testato da Astrazeneca. Proseguono gli acquisti su Telecom Italia, in rialzo del 2%, con gli investitori che continuano a guardare alla possibile accelerazione sul fronte rete unica. Bene anche le utility con Hera che guida il comparto con un +2%.
Sul fronte opposto invece, giù Pirelli che cede oltre 2 punti percentuali. La segue Leonardo con un -1%, su cui pesa l’incertezza riguardo le commesse in Egitto. Secondo un articolo de La Stampa, si attende un maxi-ordine potenziale che includerebbe 24 Eurofighter oltre ad un numero non precisato di addestratori di volo M-346, ma l’iter avrebbe subito dei rallentamenti per effetto dei rapporti complicati tra Italia ed Egitto. Piatta Atlantia, su cui pesano le nuove indiscrezioni sulla cessione di Aspi. Da quanto riporta Il Messaggero, Cdp non riterrebbe di essere nelle condizioni di presentare una proposta entro il 30 novembre e potrebbe essere necessaria una nuova due diligence per verificare la questione manutenzione e se l’accantonamento di 170 milioni proposto da Aspi per far fronte alle sostituzioni delle barriere di sicurezza sia sufficiente.