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Piazza Affari tenta il recupero: chi sale e chi scende oggi sul Ftse Mib

Volatilità a Piazza Affari che dopo un avvio debole torna a salire. Tra le storie da seguire TIM-Enel e Saipem-Eni

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Nell’ultima seduta della settimana movimenti in altalena per Piazza Affari. Dopo un avvio debole, a Milano l’indice Ftse Mib sale ora dello 0,4% a 22.101 punti. Ieri la Borsa milanese aveva strappato un nuovo segno positivo, il quarto rialzo consecutivo, chiudendo a 22.012 punti, in rialzo dello 0,12%. A livello tecnico, secondo l‘analisi dell’ufficio studi di FOL, i livelli più importanti da monitorare rimangono gli stessi. Nel dettaglio, vengono segnalati “al rialzo, solo il break di 22.334 punti darà un segnale di recupero di forza con target a salire verso 23.000 e 23.500 punti. Al ribasso, invece, il supporto chiave è collocato a 21.155 punti, dove troviamo il 61,8% di Fibonacci di tutto il down trend avviato a fine febbraio 2020. La rottura di tale livello aprirebbe a ulteriori ribassi con target a 20.700 e 20.200 punti”.

Telecom Italia, tra le storie da seguire oggi

Tra le storie da seguire, ci sono Enel (+0,99%) e Telecom Italia (+1,97%). Ieri sera il cda di Enel ha deciso di avviare l’iter per cedere tra il 40% e il 50% del capitale di Open Fiber a Macquarie Infrastructure & Real Assets. “La notizia era attesa, ma comunque positiva perché è un passo avanti per la rete unica”, commentano gli analisti di Equita che mantengono una raccomandazione di acquisto (rating buy) su Tim, con target price fermo a 0,47 euro. Dalla sim milanese aggiungono che “con una governance più semplice e Macquarie completamente allineata con CDP per spingere per la rete unica, ci aspettiamo un’accelerazione nel progetto”. Sotto la lente anche DiaSorin che avanza di quasi un punto percentuale dopo la decisione del consiglio di Stato sull’accordo che è stato definito ‘legittimo’ tra la società e il policlinico San Matteo di Pavia. Sotto pressione, invece, Pirelli che cede circa il 1,8% dopo il rally della vigilia. Debole Saipem che perde circa lo 0,3 per cento. Secondo indiscrezioni raccolte da “Il Sole 24 Ore”, sarebbero in corso valutazioni su un possibile ridimensionamento di Eni a fronte di un rafforzamento della CDP nel capitale di Saipem.

I temi da seguire

Oggi i mercati si prendono una pausa di riflessione, dopo i nuovi record di Wall Street. Ieri sera il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno terminato su nuovi massimi storici, sostenuti dalle speranze di un piano di stimolo per l’economia e da un nuovo importante passo avanti nell’approvazione del vaccino anti-Covid sviluppato da Moderna. Il comitato consultivo della Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia farmaceutica statunitense, ha dato il suo parere positivo per l’approvazione all’uso di emergenza del vaccino di Moderna, che dovrebbe iniziare a essere distribuito non appena la FDA avrà dato il suo via libera. Così come successo per Pfizer-BioNTech, il parere della FDA dovrebbe seguire quello del comitato consultivo. Il tutto mentre si guarda al nuovo piano di stimoli per gli Usa, che sembrerebbe in arrivo.
Restano tuttavia delle incertezze legate alla pandemia e ai timori di contagio anche in Asia. In Giappone cresce l’alert per i nuovi casi di coronavirus, che a Tokyo sono saliti al record di 822 infezioni nella giornata di ieri, superando quota 800 per la prima volta in assoluto: nuovi 3.200 casi in tutto il paese, anche in questo caso un record. Non aiuta nemmeno l’impasse sul fronte negoziale tra Londra e Bruxelles sul post-Brexit che deve riprendere nella giornata di oggi.

Le quattro streghe sui mercati

Nel suo commento giornaliero sui mercati Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners sgr, invita a prestare attenzione al giorno delle quattro streghe, ovvero il quadruple witching (scadenza futures e opzioni sugli stessi, e sulle single stocks). L’esperto spiega che nel mese di settembre “la sola minaccia di liquidazioni di grandi quantitativi derivanti da opzioni in the money ha causato una correzione del Nasdaq. Questa volta, a fronte di importi di calls ancora maggiori (come mostra la media mobile a 10 giorni del put/call ratio, ai minimi storici di 0,41) il mercato non potrebbe essere più tranquillo”. Se anche nelle prossime sedute di qui a fine anno non succede nulla, aggiunge Sersale, vorrà dire che il quadro è così euforico, e la situazione macro in tale miglioramento, che l’unico effetto di eventuali liquidazioni di calls, o di titoli per far spazio a Tesla nell’S&P 500, o rebalancing di fine anno è stato quello di rallentare il rialzo, ma non di creare i presupposti per una correzione.