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Piazza Affari in rosso, settore autostrade scosso da Opa su Astm. Scatto di Atlantia

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Piazza Affari si muove in territorio negativo, allineandosi all’umore generale dei mercati. Tra gli operatori prevale il timore per la reflazione Usa, dopo che i tassi sui Treasuries Usa sono volati ancora, fino all’1,38% circa. “Questo dato va tenuto in grande considerazione in quanto le politiche monetarie potrebbero drasticamente cambiare negli Usa nel corso dei prossimi anni”, sottolinea Pietro Di Lorenzo, fondatore di Sostrader.it. Non aiuta nemmeno il dibattito sul massiccio piano di stimo negli Stati Uniti, che aumenterà l’indebitamento del Tesoro americano, accentuando questa tendenza. In questo quadro, gli operatori attendono domani l’udienza in Senato di Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve, che dovrebbe riaffermare l’impegno della banca centrale a mantenere una politica monetaria estremamente accomodante per tutto il tempo necessario. In Europa, il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, dovrebbe parlare oggi pomeriggio in una conferenza organizzata dal Parlamento europeo.

In questo quadro, l’indice Ftse Mib scivola di circa 1 punto percentuale finendo appena sotto la soglia psicologica dei 23mila punti. Il listino milanese, dopo l’entusiasmo iniziale che ha accolto Draghi, è reduce da una settimana di ribassi, archiviata con un -1,17%. Tra i titoli del paniere principale di Piazza Affari, si mette in evidenza Atlantia che scatta in testa con un balzo di oltre il 3% in area 15,5 euro, in scia al risiko autostrade. È stata, infatti, presentata un’offerta pubblica di acquisto (Opa) volantaria su Astm lanciata da Gavio e dal fondo Ardian da circa 1,7 miliardi di euro che prevede il delisting della società. Intanto si attende l’offerta vincolante della cordata di Cdp per Autostrade per l’Italia (Aspi). Il 24 febbraio è fissata la dead line per presentare l’offerta e, secondo Il Messaggero, il prezzo sarebbe nella forchetta 8,5-9,5 miliardi. Oggi è previsto un cda di Cdp.

Proseguono gli acquisti su Eni, che sale dell’1% dopo che venerdì ha incassato un +1,1% in scia la business plan al 2024 che prevede un capex medio annuo di 7 miliardi di euro, ebitda quasi raddoppiato a 1 miliardo a fine piano e dividend floor di 0,36 euro per azione con un prezzo del Brent di $43/bbl, inferiore di 2 dollari rispetto al precedente. A dare slancio oggi è anche il nuovo rialzo del petrolio. 

Sul fronte opposto invece, scivola tra i peggiori del listino Moncler, con una flessione del 2,3%, dopo la reazione molto positiva ai conti 2020. Il titolo del gruppo guidato da Remo Ruffini aveva chiuso nella seduta di venerdì a +5,4%. Giù anche DiaSorin (-2,8% a 164,7 euro) che viene colpita da un violento sell off perdendo l’8,67% nelle ultime cinque sedute. “Monitoriamo i prezzi sull’eventuale test del supporto in area 160 euro che per diverse volte si è opposto alla discesa dei prezzi”, suggerisce Di Lorenzo. Secondo il fondatore di sostrader.it, attenzione anche a CNH Industrial che scivola dello 0,4% a 12,21 euro, dopo un avvio in leggero rialzo: qui, “il superamento di area 12,4 euro potrebbe calamitare nuovi acquirenti”.