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Piazza Affari: i titoli più colpiti da stangata nuovo DPCM

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Il nuovo DPCM varato ieri dal governo, con le nuove restrizioni da Covid in vigore da oggi fino al 24 novembre, non manca di impattare sull’umore generale di Piazza Affari e su alcuni titoli in particolare che risultano colpiti direttamente dalle misure. .

Le nuove misure contenute nel DPCM

Il DPCM prevede tra l’altro la chiusura di bar e ristoranti dalle 18 di sera e dalle 18.00 alle 24.00 potranno funzionare solo i servizi di ristorazione da asporto. Rimangono attivi i servizi di ristorazione in aeroporti, autostrade, ospedali. Negozi e centri commerciali rimangono aperti, dove non diversamente disciplinato da disposizioni regionali (es. la Lombardia ha già disposto la chiusura delle attività non alimentari nei centri commerciali durante il weekend).
Nessun blocco invece agli spostamenti tra regioni anche se viene “fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Chiusi cinema, teatri, piscine e palestre, vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, e viene fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.
Sospese infine le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Le conseguenze su alcuni titoli quotati

Gli analisti di Equita Sim hanno valutato le conseguenze del nuovo DPCM sui titoli quotati. Partendo dal settore ludico, si stima che lo stop per un mese possa impattare per un 1-2% dell`EBITDA di IGT. Per la ristorazione Equita prevede un calo delle vendite di circa il 70% per Marr e dell’80% dell’ebitda nel canale bar e ristoranti in tutta Italia), 20% per CPR mentre  Newlat potrebbe essere la possibile beneficiaria di una riaccelerazione dei consumi off-trade, con circa il 70% delle vendite in Italia.
Per quanto riguarda le attività commerciali, il DPCM è meno penalizzante di quanto temuto, scongiurando un’estensione su tutto il territorio nazionale per il momento delle limitazioni introdotte per esempio in Lombardia. Guardando invece alle attività fieristiche, per Fiera Milano l’impatto è limitato avendo in programma fino al 24 novembre solo una manifestazione fisica di piccola dimensione mentre per IEG l`impatto è maggiore perché nel periodo si sarebbe dovuta svolgere Ecomondo. IEG ha già annunciato che la manifestazione si terrà in formato digitale estendendo il periodo dell`evento dal 3 al 16 novembre.
Infine per il settore sportivo, per Technogym l’Italia vale il 9% delle sales, ma è anche il mercato con la maggiore penetrazione dell`home fitness.
Su Technogym si soffermano anche gli analisti di Banca Imi. Pur sottolineando che l’Italia rappresenta circa il 9% del fatturato del gruppo, Technogym è esposta al rischio di ulteriori blocchi o restrizioni in ogni paese in cui opera. “Pensiamo che l’attuale peggioramento della pandemia potrebbe frenare la prevista ripresa del segmento B2B (circa 85% delle vendite nel 2019) e accelerare ulteriormente la crescita del segmento B2C (circa 15% del fatturato nel 2019, +50% a/a in 1H20)” concludono.