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Piazza Affari: Ftse Mib torna a quota 22.000 punti, analisi su Banco Bpm e Ubi Banca

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Sui mercati resta alta l’attesa per le prossime mosse della Fed: oggi pomeriggio è prevista l’audizione di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, al Congresso Usa. Un passaggio importante per intercettare le mosse future della banca centrale americana, per capire in particolare se taglierà i tassi di interesse nella riunione di fine mese, come si aspetta il mercato. In serata la Fed pubblicherà i verbali dell’ultimo meeting.

Ftse Mib: attacca di nuovo i 22.000 punti

Ben intonato oggi il Ftse Mib che si porta poco sopra i 22.000 punti. Ieri Fitch ha avvertito che, nonostante la mancata apertura di una procedura di infrazione, le tensioni tra Roma e Bruxelles sono destinate a riemergere a causa delle incertezze sulle politiche di bilancio per il 2020.

Tornando al grafico, lo scorso 3 luglio l’indice italiano è riuscito a superare con volatilità e volumi i 21.483 punti, un livello di resistenza che già nel breve periodo aveva avuto una certa rilevanza arrestando i corsi dal raggiungere i 22.000 punti. Il giorno seguente il Ftse Mib si è portato fin sopra i 22.000 punti ma ormai esausto è tornato con la seduta successiva sotto tale livello. Negli ultimi giorni l’indice italiano sta continuando a testare più volte i 22.000 punti per cercare la forza di superarli con volatilità per poi puntare ai massimi del 2018 in area 24.500 punti. Al ribasso, invece, la rottura della trend rialzista di breve periodo costruita sui minimi del 31 maggio e 27 giugno potrebbe portare il Ftse Mib a testare nuovamente 21.500 e 21.000 punti.

Per chi volesse operare sul Ftse Mib con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013491848. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013492333.

Banco Bpm: mette nel mirino i 2 euro

Dopo la rottura della trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di ottobre 2018 e febbraio 2019, il titolo è sceso fino a testare il supporto importante in area 1,6 euro per poi rimbalzare. Banco Bpm ha infatti superato l’ostacolo dinamico rappresentato proprio dalla suddetta ex trend line ascendente e successivamente la resistenza statica collocata a 1,83 euro.

Ora i corsi si trovano proprio a ridosso della media mobile 200 periodi che separa Banco Bpm dai 2 euro. Solo con il break con forza di quest’ultimo livello il titolo si aprirebbe la strada verso i massimi dell’anno in area 2,16 euro. Al ribasso, invece, sarà importante la tenuta del supporto a 1,83 euro per evitare ricadute verso 1,75 e 1,70 euro. Un segnale negativo si avrebbe invece con il break del supporto a 1,60 euro che potrebbe provocare una caduta verso i minimi 2018 a 1,52 euro.

Per chi volesse operare su Banco Bpm con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013643877. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013493745.

Ubi Banca: alle prese con la resistenza a 2,86 euro

Dalla fine di maggio il titolo è rimasto imprigionato in una fase laterale tra sostanzialmente area 2,4 e 2,2 euro, riuscendo a liberarsi solo lo scorso 3 luglio grazie alla candela bianca long day ad alta volatilità e volumi che ha permesso il superamento della resistenza collocata a 2,43 euro. I corsi poi si sono spinti fin quasi a toccare la successiva resistenza statica a 2,65 euro.

Solo con il break di tale livello il titolo potrebbe mettere nel mirino i massimi dell’anno in area 2,86 euro. Per un primo segnale ribassista, invece, si dovrà aspettare il ritorno sotto 2,43 euro che potrebbe provocare discese con target 2,25 e 2,09 euro (minimo del 2018).

Per chi volesse operare su Ubi Banca con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013680309. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013490469.