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Piazza Affari chiude in profondo rosso: Bper -6%, ENI affonda ai nuovi minimi dal 1996

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Niente rimbalzo per Piazza Affari con i timori da Covid che continuano a pesare sui mercati. Il Ftse Mib ha così chiuso a 18.654 punti, con calo dell’1,53%. Su tratta dei livelli di chiusura più bassi dallo scorso 1 giugno. Secondo gli ultimi dati compilati dalla Johns Hopkins University, i nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti siano saliti in media, su base giornaliera, di 68.767 unità negli ultimi sette giorni, un valore record. A deprimere il sentiment degli investitori è stato anche l’affievolirsi delle speranze sulla possibilità che la Casa Bianca riesca a raggiungere un accordo con i democratici di Nancy Pelosi sul piano di stimoli anti-Covid, prima delle elezioni presidenziali Usa, ormai imminenti (3 novembre).
In Italia gli ultimi dati del Ministero della Salute evidenziano nuovi contagi record, quasi 22 mila, con numero dei morti in forte aumento (221, sui massimi da maggio).

Bper la peggiore, bene Campari dopo i conti

Tra i titoli del paniere principale, pesante Pirelli che chiude sul fondo con un ribasso di oltre il 4,5%. Molto male anche Leonardo in calo del 4,2%. La peggiore è stata Bper con -6,25% a 1,117 euro.
Tra i pochi titoli a salvarsi spicca Diasorin (+1,06%) in scia all’annuncio di un nuovo test per i malati Covid sintomatici. Sul fronte opposto invece Saipem che sale di circa l’1% cercando di reagire ai ribassi di ieri.
Bene anche Campari (+1,7) scattata in avanti dopo la diffusione dei conti trimestrali. Campari ha visto le vendite nette attestarsi a 1.282,5 milioni di euro, con una variazione organica pari al -2,8%. Crescita organica positiva nel terzo trimestre: +12,9% a 513,8 milioni contro i 438 del consensus Bloomberg. Nel periodo in esame l’Ebit rettificato è stato pari a 248,5 milioni, con una flessione organica del 15,1%, causata – spiega la società – del mix di vendita negativo e dal minor assorbimento dei costi fissi in relazione al Covid-19.

ENI e Telecom affondano a nuovi minimi

Sono tante le big storiche di Piazza Affari ad aver sofferto oggi. Chiusura sui nuovi minimi a 24 anni per Eni che avvicina ulteriormente la soglia dei 6 euro (-2,32% a 6,10 euro). Ieri la Noc, la compagnia petrolifera statale libica, ha annunciato la revoca dello stato di `forza maggiore` nel giacimento di El-Feel (gestito da una joint venture tra Eni e Noc) che era fermo da otto mesi. Ripartenza della produzione petrolifera in Libia che, secondo gli analisti di Equita Sim, ha due effetti: da una parte mette ulteriori pressioni ai prezzi del greggio che soffrono della più lenta ripresa per la seconda ondata di contagi C-19 e dall’altra migliora il profilo di produzione di ENI a partire dal quarto trimestre del 2020 del 2%-3%.
Molto male oggi anche Telecom Italia. A Piazza Affari il titolo della maggiore tlc italiana ha ceduto il 2,49% a 0,3087 euro, ripiombando a pochi punti percentuali dai minimi storici toccati lo scorso marzo. Da inizio anno Telecom ha lasciato sul terreno ben il 44% del proprio valore, con una netta sottoperformance rispetto allo Stoxx Europe 600 Telecommunications.  Il ceo di TIM, Luigi Gubitosi, in un’intervista concessa a Il Messaggero vede rosa per il 2021 e conferma gli obiettivi di stabilizzazione del business grazie all’opportunità offerta dai piani di investimento europei e allo sviluppo di aree di business in crescita. “Ritengo che il 2021 sarà migliore, non solo per Tim ma per tutto il settore – le parole del ceo di TIm al quotidiano romano – . Per Tim, perché si sta completando il lavoro di trasformazione del nostro gruppo e ci stiamo abituando a convivere con la pandemia. Inoltre, il settore digitale è al centro delle agende italiana ed europea, basti pensare che il Next generation EU destina al digitale in Italia 40 miliardi, che si aggiungono ai 2,7 miliardi già stanziati dal governo. Ciò mi rende ottimista sul rispetto degli obiettivi forniti al mercato”. Il top manager si sofferma anche sulle difficoltà in Borsa di Telecom, mostrandosi ottimista per una risalita dopo che in questo 2020 tutto il settore tlc è stato penalizzato. Gubitosi è convinto che il titolo TIM possa recuperare grazie a generazione di cassa, riduzione del debito e miglioramento del fisso.  Il numero uno di TIM ha detto che FiberCop sarà operativa dal 1° trimestre 2021 e il gruppo, così come il governo, è al lavoro sulla rete unica, un progetto che dovrebbe includere anche FiberCop.

Banche al tappeto

Ennesima seduta difficile anche per le banche che non hanno tratto beneficio dalle trimestrali oltre le attese diffuse oggi da HSBC e Banco Santander. Il settore ha sofferto oggi in tutta Europa e in Italia spiccano i cali di Unicredit (-3,95% a 6,58 euro) che si è riportata così sui minimi a 5 mesi. Unicredit diffonderà i conti del 3° trimestre il prossimo 5 novembre. La banca guidata da Jean Pierre Mustier ieri ha pubblicato sul suo sito il consensus degli analisti in vista dei numeri trimestrali con l’utile netto atteso a 334 milioni di euro nel trimestre tra luglio e settembre, mentre l’intero 2020 è atteso in perdita per 1,821 miliardi. L’utile trimestrale indicato dagli analisti è inferiore a quello registrato dal gruppo nel 2° trimestre dell’anno (420 mln).
Tra le altre banche si segnala la discesa sotto quota 1,5 euro di Intesa Sanpaolo (-2,38%).