Notizie Piazza Affari e BTP non crollano, ma è rebus post elezioni. Ecco gli scenari shock con spauracchio governo M5S-Lega

Piazza Affari e BTP non crollano, ma è rebus post elezioni. Ecco gli scenari shock con spauracchio governo M5S-Lega

5 Marzo 2018 10:17

Niente panic selling, per il momento, sugli asset italiani con spread Btp-Bund in tenuta e Piazza Affari che segna un calo contenuto. L’esito delle elezioni ha visto il trionfo dei movimenti populisti – M5S primo partito oltre il 30% e la Lega di Matteo Salvini che potrebbe essere la seconda forza in Parlamento per numero di seggi – rendendo decisamente difficile la formazione di una coalizione di governo. Il centrodestra risulta la prima coalizione con il 37% circa, mentre la coalizione di centrosinistra rimane indietro con il 24% (PD sotto il 20% sia alla Camera che al Senato).

A Piazza Affari la volatilità domina nella prima ora di contrattazioni con il Ftse Mib in calo di circa l’1% con banche e Mediaset in forte calo (-6,7% Banco Bpm, -4,9% Bper, -3,5% Unicredit, -4,4% Mediaset). In tenuta anche lo spread BTP-Bund in area 136 punti base con rendimento del decennale italiano ancora sotto il 2%.

Rischio incertezza prolungata

Dalle elezioni politiche emerge uno scenario molto incerto con nessuna coalizione che ha i numeri per governare. La prospettiva è di tempi lunghi per vagliare possibili accordi di governo. In primo luogo bisognerà attendere il 23 marzo, quando si insedieranno le camere. Da quel momento il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prenderà la regia delle operazioni per testare la possibilità della formazione di un nuovo Governo. In caso negativo c’è il rischio di un ritorno alle urne, probabilmente il prossimo autunno.

Intanto il governo Gentiloni rimarrà in vigore fino alla formazione di un nuovo governo.

 

“I partiti anti-establishment volano in Italia“, titola il Financial Times sottolineando la forte crescita dei populisti del M5S e degli euroscettici della Lega. I primi risultati indicano che si va verso un “Parlamento appeso” e un periodo di trattative prolungate e delicate.
“Ci aspettiamo lunghe trattative dopo queste elezioni, che potrebbero portare a una maggiore volatilità del mercato italiano – commenta Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy – Una grande coalizione sarebbe ben accolta dai mercati in quanto potrebbe comportare stabilità politica e disciplina fiscale, mentre nuove elezioni potrebbero prolungare l’incertezza e pesare sul mercato italiano”. Ramenghi rimarca come i rendimenti attuali dei titoli di stato italiani suggeriscono comunque come parte di rischio politico sia già incorporato.

 

M5S-Lega hanno numeri per governare, le possibili mosse di Pd e Berlusconi

Numeri alla mano, nessuna coalizione o singolo partito ha la maggioranza assoluta in nessuno dei due rami del parlamento. Stando alle prime dichiarazioni a caldo post-voto, il Pd conferma l’intenzione di non appoggiare nessuna proposta di governo in alleanza con centrodestra o M5S; tra le poche coalizioni possibili a livello di numeri c’è l’alleanza M5S-Lega, uno scenario fortemente antieuropeista che sarebbe indigesto per i mercati. Un governo guidato dal M5S “renderebbe difficile il completamento dell’unione bancaria europea a breve termine, in quanto il Movimento si opporrebbe a una serie di regole che il blocco franco-tedesco ritiene necessario” afferma Nicola Nobile, economista senior presso Oxford Economics, che in tale scenario vede anche un rallentamento del processo di integrazione economica europea.

La debacle del Pd e anche i risultati sotto le attese di Forza Italia rendono impraticabile la via di un governo di large Intese Pd-FI, che nelle settimane pre-elettorali veniva indicato come uno scenario ben visto per assicurare una continuità pro-Europa. In linea teorica il Pd, che continua a escludere alleanze con M5S o centrodestra, potrebbe valutare di sedersi al tavolo con M5S per valutare la fattibilità di un accordo di governo con i pentastellati.

A livello geografico, il Nord che ha premiato la coalizione di centro destra e la Lega in particolare e il M5S largamente vincente al Sud. “Questo rende più difficile che il M5S e la Lega possano trovare un accordo di governo che è lo scenario che spaventerebbe di più i mercati, visto che alcune posizioni (comuni) dei due partiti vittoriosi sono abbastanza critiche verso le riforme introdotte dai governi precedenti e verso l’Europa”, commenta Andrea Brasili, senior economist di Amundi Asset management. “Con questi risultati – aggiunge – il processo di formazione di un governo potrebbe essere abbastanza lungo e l’incertezza sul mercato potrebbe mantenersi elevata; in ogni caso molte delle ipotesi di grande coalizione immaginate prima del voto sono ora meno probabili”.

Non è comunque da escludere a priori una soluzione alla tedesca con un governo appoggiato da centrosinistra e centrodestra (con appoggio esterno della Lega, ad oggi poco probabile).