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Piazza Affari alle prese con stacco dividendi e allerta tassi Fed. Male CNH dopo shopping negli Usa

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I crescenti timori di una Federal Reserve più hawkish del previsto continuano a condizionare i mercati. A sesare sono soprattutto le parole del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che venerdì ha indicato un possibile primo aumento dei tassi di interesse già nel 2022 poiché l’inflazione aumenta più rapidamente di quanto previsto in precedenza.
Oggi riflettori puntati sempre sulle banche centrali. Il presidente della BCE Christine Lagarde parla oggi, due volte. “I mercati probabilmente ignoreranno le osservazioni, due volte. Il capo economista della BCE Lane (la voce del pensiero economico della Bce) ha già segnalato che è improbabile che la Bce disponga di dati sufficienti per cambiare la sua posizione alla riunione di settembre. Ciò riduce la sensibilità del mercato ai commenti attuali”, argomenta Paul Donovan, capo economista di UBS.

Interesse soprattutto ai discorsi di diversi esponenti Fed, incluso il presidente della Fed di New York, John Williams. “Con i dot plot della Fed in movimento e l’ultima riunione che ha segnalato ulteriori informazioni sul regime di targeting dell’inflazione media, è probabile che gli investitori prestino attenzione a questi commenti”, asserisce Donovan.
L’indice Ftse Mib, già reduce dal calo di quasi il 2% di venerdì, ha aperto sotto la soglia dei 25 mila punti e ora viaggia a 25.124 (-0,34%). Cali superiori all’1% per Exor e Leonardo.

Stacco dividendo per alcune blue chip

In fondo al listino ci sono Snam (-3,29%), Terna (-2,95%) e Poste Italiane (-2,82%) complice lo stacco del dividendo.
Poste ha staccato 0,324 euro per azione quale saldo del dividendo, con dividend yield del 2,7%. Saldo cedola anche per Snam (0,1497 euro, yield del 2,95%) e per Terna (0,1786 euro, yield 2,74%).

Male CNH dopo acquisto Raven Industries

In affanno anche CNH Industrial (-2,45%) dopo l’annuncio dell’accordo per acquisire il 100% delle azioni di Raven Industries, un leader nelle tecnologie di agricoltura di precisione con sede negli Stati Uniti. L’acquisizione avverrà per 58 dollari per azione, che rappresentano un premio del 33,6% sul prezzo medio ponderato sugli scambi delle ultime quattro settimane, ovvero 2,1 miliardi di dollari di Enterprise Value.
Tra i pochi segni più spicca Prysmian (+1,59%) grazie a una commessa negli Usa da 900 mln di dollari per fornire cavi all’avanguardia ad alta tensione in corrente continua per trasmettere energia rinnovabile ad oltre 1,2 milioni di famiglie.