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Petrolio in ritirata, Brent torna sotto $70 dopo fiammata post attacco Saudi Aramco

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I prezzi del petrolio ritracciano dai massimi intraday testati in Asia, quando il Brent si era avvicinato anche alla soglia di $71 al barile, confermando il rally delle ultime sessioni: la scorsa settimana il Brent è volato del 5,2%, in rialzo per la settima settimana consecutiva per la prima volta dallo scorso dicembre, mentre il WTI è schizzato del 7,4%.

Ora il contratto WTI scambiato a New York fa dietrofront perdendo lo 0,55% circa a $65,75 al barile, mentre il Brent cede lo 0,68% a $68,91 al barile. Entrambi i contratti avevano guadagnato il 2% circa, con il Brent che aveva superato la soglia di $70 per la prima volta in oltre un anno.

A scatenare i rialzi, diversi fattori come l’attacco da parte di un drone, nel fine settimana, contro un porto petrolifero saudita, esattamente contro un impianto di Saudi Aramco, nella zona a est dell’Arabia Saudita. A comunicarlo è stato lo stesso ministero dell’energia saudita, che ha reso noto che “una delle aree di serbatoi di petrolio al porto di Ras Tanura, tra i porti petroliferi più grandi al mondo, è stata attaccata da un drone, proveniente dal mare”.

Attenzione anche alla minaccia che il ministro della Difesa iraniano Amir Hatami ha lanciato a Israele, nella giornata di ieri.

Hatami ha detto che, nel caso in cui dovesse concretizzarsi un attacco militare israeliano contro l’Iran, “noi raderemmo al suolo Tel Aviv e Haifa”. Le tensioni geopolitiche sono tornate a infiammare i prezzi del petrolio, dopo che la scorsa settimana l’Opec+ aveva deciso di lasciare inalterata l’offerta di petrolio, nel mese di aprile. Gli analisti avevano previsto un aumento concordato dell’offerta fino a 1,5 milioni di barili al giorno.

La tensione si è però smorzata. John Driscoll, direttore di JTD Energy Services, ha commentato la virata negativa delle quotazioni affermando che è stata la stessa Riyad a rassicurare sul fatto che non ci sono stati danni significativi alle infrastrutture colpite dal drone.

told CNBC that the primary effect of the attacks is psychological.

“They serve as a reminder that the Mideast is vulnerable and rife with tensions and rivalries that could overheat at any time,” he said in an email.

However, he said the run up in prices could be short lived, noting that the Saudis said there was no significant damage to infrastructure.