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Wall Street futures: Senato Usa dice sì a bazooka Biden, ma reflation trade affossa di nuovo Nasdaq. Tesla cade ancora

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Finalmente gli Stati Uniti hanno il loro nuovo bazooka anti-Covid.

Dopo l’ok della Camera è arrivato quello del Senato: il piano di stimoli e aiuti economici del valore di $1,9 trilioni promosso dal presidente Usa Joe Biden è stato approvato, il che significa che le famiglie americane e le imprese ma anche gli stati e i governi locali vedranno arrivare altri assegni e finanziamenti.

A questo punto si attende il voto finale della Camera, controllata dai democratici, che dovrebbe dare il via definitivo alla proposta di legge alla fine della settimana.

La proposta diventerà poi legge con la firma di Joe Biden, che verrà apposta prima della scadenza degli attuali programmi di aiuto a favore dei disoccupati.

La notizia è positiva in quanto conferma l’arrivo dell’ennesimo assist all’economia americana. Dall’altro lato, però, più crescita significa più inflazione e i mercati americani continuano a prezzare soprattutto quest’ultimo aspetto, ostaggio ancora del reflation trade.

Lo scorso venerdì i tassi sui Treasuries decennali sono balzati fino all’1,62% dopo aver iniziato l’anno al di sotto della soglia dell’1%. Stamattina i rendimenti oscillano attorno all’1,59%.

A Wall Street, il sentiment è così negativo. I futures sul Dow Jones sono al momento piatti con una variazione negativa pari a -0,09% a 31.431 punti. I futures sullo S&P 500 cedono lo 0,60% a 3.816 punti; i futures sul Nasdaq soffrono una perdita dell’1,53% a 12.469,50 punti.

Di nuovo, a farne le spese, sono le azioni che presentano le valutazioni più alte, ovvero le Big Tech del Nasdaq.

“I tassi decennali alla fine si sono allineati agli altri asset, e questo fattore sta mettendo sotto pressione soprattutto le valutazioni di quelle azioni più costose che avevano raggiunto livelli eccessivi”, così ha commentato in una nota riportata da Morgan Stanley Mike Wilson, capo strategist della divisione dell’azionario Usa presso Morgan Stanley.

Vittima illustre è ancora una volta Tesla, che in premercato cede il 3,4%, dopo essere scesa sotto la soglia di $600 nella sessione di venerdì scorso, travolta da smobilizzi che sono arrivati nei minimi intraday a essere di ben -11%.

A tal proposito il Nasdaq ha concluso la settimana scorsa in flessione del 2,1%, a fronte del +0,8% dello S&P 500 e del +1,8% del Dow Jones: quest’ultimo, ha beneficiato dei buy che si sono riversati e che continuano a riversarsi in tutto il mondo sui titoli ciclici.