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Petrolio: fallisce il vertice di Doha, l’Arabia dice no a congelamento produzione senza Iran

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Nulla di fatto al summit di Doha. Il vertice tra 16 tra i maggiori Paesi produttori di petrolio si è concluso senza nessun accordo sul congelamento dei livelli produttivi. A bloccare ogni possibilità di intesa la presa di posizione dell’Arabia Saudita con il vice principe ereditario Mohammed Bin Salman che ha detto che il regno non frenerà la sua produzione senza impegni da altri grandi produttori, tra cui l’Iran, che ha escluso il congelamento per ora. 

Tutto rinviato a meeting Opec di giugno
Pertanto il ministro del petrolio del Qatar ha annunciato che i Paesi riuniti a Doha “hanno bisogno di più tempo” prima di trovare un’intesa e che molto probabilmente non ci sarà un nuovo summit prima di giugno. Tutto rinviato al meeting Opec in programma il prossimo giugno. 

L’Arabia Saudita avrebbe voluto l’adesione all’accordo anche dell’Iran che, invece, ha dimostrato l’intenzione di vincolarsi non partecipando nemmeno al vertice di ieri nella capitale del Qatar. Teheran, infatti, prima di congelare la propria produzione vorrebbe tornare ai livelli produttivi precedenti alle sanzioni.

Wti scivola sotto i 40 dollari
Repentina la reazione ribassista del petrolio con il prezzo del Wti ridisceso sotto la soglia dei 40 dollari al barile con un calo giornaliero di oltre 5 punti percentuali. 

Le quotazioni del petrolio erano salite con decisione negli ultimi due mesi toccando i massimi annui proprio in scia alle attese per il meeting di Doha dopo che lo scorso 16 febbraio Arabia Saudita e Russia, i due principali produttori mondiali, insieme a Venezuela e Qatar, aveva trovato un pre-accordo per il congelamento delle forniture di greggio ai livelli di gennaio a patto che tale impegno fosse preso anche dagli altri maggiori paesi produttori, Iran incluso.