Per Enel buybak per 1 miliardo e conti solidi grazie allo sviluppo estero
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L’estero sostiene i conti dell’Enel che nel primo semestre compensa il calo italiano con la forte performance di alcuni mercati extra nazionali come la Spagna. La solidità dei numeri ha portato la società ad approvare un piano di buyback fino a 1 miliardo di euro che garantirà nuovi ritorni per gli azionisti.
Messo in sicurezza il debito, sceso anche al giro di boa, Enel guarda allo sviluppo e annuncia l’acquisizione del 62,5% del capitale di Cetasa rafforzandosi così nell’eolico spagnolo. Zavorrato da una Piazza Affari negativa il titolo ha aperto in rosso la seduta e viaggia in calo di oltre 1 punto e mezzo.
I numeri
Il risultato netto ordinario è cresciuto a 3,8 miliardi di euro (+4,4%), i ricavi sono aumentati del 5,4% a 40,8 miliardi ed anche l’ebitda ordinario è salito a 11,4 miliardi, in aumento dello 0,9%. In Italia si registra una riduzione dei margini, sia nel retail, per i minori prezzi medi applicati ai clienti finali, sia nelle rinnovabili per la minore disponibilità di acqua nel settore idroelettrico. Il calo è stato tuttavia più che compensato dal contributo positivo delle reti in Italia, Spagna e Argentina e dei business integrati in Spagna. Il gruppo conferma così le stime fornite ai mercati lo scorso novembre alla presentazione del piano: un ebitda ordinario compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi e un utile netto ordinario compreso tra 6,7 e 6,9 miliardi.
“I risultati del primo semestre 2025 confermano ancora una volta l’efficacia della nostra strategia”, sottolinea l’ad Flavio Cattaneo, prevedendo che l’utile netto ordinario di gruppo si attesterà alla fine dell’anno “nella parte più alta della guidance”. In discesa il debito che al 30 giugno è di 55.4 miliardi (-0,6%).
Aspetto quest’ultimo messo in luce da Akros: “I risultati dell’azienda sono stati notevolmente migliori del previsto (utile netto del secondo trimestre superiore del 13% rispetto alle attese), principalmente grazie a un costo del debito notevolmente inferiore. Il miglioramento del costo del debito è stato trainato principalmente da un debito lordo inferiore (in calo di 9,3 miliardi rispetto a giugno 2024) e da un maggiore reddito da capitale proprio”.
Secondo Barclays,“Enel ha il potenziale per realizzare una crescita dell’utile per azione (EPS) più forte rispetto alle attuali previsioni di consenso di Bloomberg, trainata dalle opportunità di miglioramento dell’EPS derivanti dall’estensione della durata della concessione di distribuzione e dal riacquisto di azioni proprie. A nostro avviso, il titolo mantiene una valutazione interessante a 11,4x P/E per il l’esercizio 2025”.
La spinta estera
Nel semestre il mercato estero ha aiutato a compensare mercati meno profittevoli. Enel ha annunciato e perfezionato nel corso del 2025 una serie di operazioni strategiche per un totale di 1.860 MW di nuova capacità rinnovabile. Le operazioni, distribuite tra Europa, Stati Uniti e Australia, “rientrano nella strategia del gruppo di crescita sostenibile e creazione di valore”. Nel dettaglio, le operazioni completate includono Spagna con l’acquisizione di impianti idroelettrici per 626 MW e asset eolici per 99 MW; Australia con sviluppo e acquisizione di impianti eolici, solari e sistemi di accumulo (BESS) per un totale di 700 MW; Stati Uniti con il perfezionamento per 285 MW di eolico e infine Grecia con il perfezionamento di altri 150 MW di eolico.
Durante la call Cattaneo ha spiegato che Enel è “nella fase finale di un negoziato per l’acquisizione di asset brownfield negli Usa e in Ue. Continuiamo a esplorare il mercato” per altre opportunità in linea con la strategia del gruppo.
Il buyback
E infine il cda ha approvato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie per un esborso complessivo fino a 1 miliardo di euro e un numero massimo di azioni in ogni caso non superiore a 495 milioni, equivalenti a circa il 4,87% del capitale sociale di Enel. Il Programma, la cui durata si protrarrà dal 1° agosto a non oltre il 31 dicembre 2025, è volto a riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi per effetto dell’annullamento delle azioni proprie acquistate per tale finalità. Alla data dei conti (31 luglio) Enel deteneva 12.079.670 azioni proprie in portafoglio, pari allo 0,1188% circa del capitale sociale, mentre le società controllate non detengono azioni Enel.
Su questo fronte Barclays commenta: “il lancio del riacquisto di azioni proprie dovrebbe ricevere una significativa attenzione positiva, in quanto supera l’importo previsto per il 2025. Inoltre, il sostanziale miglioramento dell’utile netto ordinario del secondo trimestre 2025 di circa il 12% e l’adeguamento della guidance di Enel per l’utile netto del 2025 verso un livello più alto dovrebbero essere accolti favorevolmente. Dato che le azioni Enel hanno sottoperformato il settore delle utility europeo di circa il 2% nell’ultimo mese, ci sono solide ragioni per una ripresa, soprattutto alla luce dell’impressionante performance”.