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Per Intesa, Banco e UBI i conti non tornano: Borsa le castiga nonostante rally BTP

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Non sono in vena di esultare, nemmeno oggi, i titoli bancari di Piazza Affari. Il prepotente rally dei Btp, i cui rendimento sono scesi ai livelli più bassi da maggio 2018, in contrazione di quasi 200 punti base rispetto ai picchi dello scorso autunno, non fa esultare i titoli bancari su cui sovente negli ultimi 12 mesi è stato agitato lo spettro delle ricadute dello spread sulla solidità patrimoniale. Ora il mercato sembra guardare invece allo spettro tassi bassi: la svolta nuovamente espansiva della Bce rischia di allontanare molto nel tempo il momento di una risalita del costo del denaro che darebbe fiato alla redditività delle banche.

Saldi negativi ytd, Banco BPM arriva a oltre -11%

Andando anche oltre la debolezza odierna, basta guardare la graduatoria dei migliori e peggiori titoli del Ftse Mib da inizio anno per capire vincitori e vinti dei primi sei mesi e spiccioli del 2019. Nelle ultime quattro posizioni figurano ben tre big bancarie: Banco BPM segna un calo ytd di oltre il 10%, seguita da UBI Banca con -8,5% e in quarta piazza Intesa Sanpaolo con quasi -4%.

 

Le vendite oggi stanno deprimendo tutte le big bancarie del Ftse Mib con oltre -2,2% per UBI Banca, seguita a ruota da Unicredit (-1,72%), Banco BPM (-1,17%). Male anche Intesa Sanpaolo (-0,46%) che era partita bene sotto la spinta delle ultime indiscrezioni che vedono in dirittura d’arrivo il piano di cessione di circa 10 miliardi di inadempienze probabili (unlikely to pay) a Prelios.

Rally Btp non basta

L’euforia sulla carta italiana ha spinto oggi il tasso del BTP a 2 anni in territorio negativo per la prima volta dal maggio 2018. Il rally dei governativi italiani riguarda tutto l’arco della curva dei tassi con il Btp decennale sceso sotto la soglia dell’1,90%, sui minimi sempre da maggio 2018. Lo spread Btp/Bund ha toccato un minimo a 222 punti, livello più basso da luglio 2018 e in calo di 70 punti base rispetto al massimo 2019 toccato il 3 giugno.

A supportare gli acquisti il possibile rinvio della decisione della Commissione UE sulla procedura per eccesso di debito con il governo che ieri sera ha rivisto il budget 2019 con deficit atteso al 2,04% grazie a maggiori entrare e risparmi (-1,5 mld di spesa su RdC e Quota 100 rispetto a quanto stanziato).

A dare linfa al rally dei Btp e dei governativi europei sono state anche le ultime dichiarazioni di esponenti Bce che hanno avallato le attese di nuovi stimoli. Philip Lane, nuovo capo economista della BCE, ha rivendicato l’efficacia delle misure della Bce affermando che si può fare di più, se necessario. E anche il falco Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese, ha affermato che è indiscutibile che l’inflazione rimanga troppo bassa, che le attese per la crescita del 2° e 3° trimestre 2019 sono meno favorevoli.

 

Bce pronta a tagliare tasso sui depositi, redditività banche messa a dura prova

La Bce appare quindi determinata ad agire. Le parole di Mario Draghi dello scorso 18 giugno hanno alimentato le attese di nuove misure di stimolo da parte della Bce, in particolare la possibilità di un taglio del costo del denaro. Le attese degli analisti sono di un cambio del wording da parte della Bce già nel meeting del 25 luglio e una possibile mossa a settembre. Secondo Bloomberg la bce dovrebbe procedere a settembre a un taglio del tasso sui depositi da -0,4% a -0,5%. 

 

La redditività delle banche sarà quindi ulteriormente messa a dura prova dai bassi tassi di interesse, con quelli sui depositi in negativo ormai da 5 anni. Nel solo 2018, le banche dell’eurozona hanno trasferito alla BCE circa 7,5 miliardi di euro sulle giacenze liquide, ossia 21 milioni di euro al giorno, con un impatto medio sugli utili del -4,3% nel solo 2018.