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Payrolls (apparentemente) deludenti non scuotono mercato. A Milano soffrono banche e Leonardo

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Il mercato del lavoro Usa si conferma molto forte con disoccupazione ai minimi a 48 anni. Il tasso di disoccupazione è infatti sceso al 3,7% dal 3,9% del mese scorso. Si tratta del valore più basso dal 1969.

Parziale delusione invece dalle non farm payrolls che segnano un saldo di +134mila rispetto alle +270 mila del mese precedente. Il consensus era +180mila. Positive però le revisioni dei mesi precedenti: il dato di luglio è stato rivisto a 165.000 unità (da 147.000) mentre quello di agosto è salito addirittura a 270.000 unità (da 201.000 mila). Nel complesso le revisioni portano a un aumento di 87.000 posti rispetto a quanto comunicato in precedenza. La crescita dei salari a settembre si è attestata al 2,8% a/a rispetto al 2,9% del mese precedente.

“I dati odierni sono apparentemente deludenti – argomenta Vincenzo Longo, strategist di IG – . Gli investitori sembrano aver apprezzato le importanti revisioni dei mesi precedenti, che più che compensano il dato deludente di settembre. In linea con le attese è stata la crescita dei salari, che rimane vicino ai massimi dal 2009″.

 

Spread torna a salire, a Milano soffrono banche e Leonardo

I dati non hanno smosso molto il mercato con Piazza Affari che si mantiene in calo di circa l’1%, il peggiore tra i maggiori listini europei. Pesa lo spread BTP-Bund che ha testato un massimo intraday oltre i 290 punti base. I tassi sui BTP decennali risalgono al 3,40%, ma hanno testato un massimo intraday superiore al 3,46%. Il mercato ha accolto con freddezza l’arrivo del testo della nota di aggiornamento al DEF che conferma gli obiettivi di deficit indicati nei giorni scorsi (2,4% nel 2019, 2,1 nel 2020 e 1,8% nel 2021) con Pil visto a +1,5% nel 2019 e +1,6% nel 2020.

Tre le blue chip di Piazza Affari si segnalano i cali marcati delle big bancarie con Intesa Sanpaolo giù di quasi il 3%. Oltre -2% Unicredit e Banco BPM.

Tra i peggiori STM (-3,1%) che era arrivato a cedere oltre il 5% complice il sell-off di ieri sul settore tecnologico (-1,8% per Nasdaq e anche per il Philadelphia Semiconductor). Sul settore pesa quanto riportato da Bloomberg circa l’utilizzo da parte della Cina di chip per infiltrarsi nelle società hi-tech americane, tra cui Apple e Amazon, al fine di hackerare proprietà intellettuali statunitensi; il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha sottolineato il rischio di spionaggio cibernetico cinese per le società Usa.

Tonfo del 4,8% per Saipem, mentre Leonardo cede circa il 3% sui timori che il governo, come riferito ieri al Senato dal vicepremier Luigi Di Maio, tagli la spesa pubblica per la difesa.