Notizie Asset Class Commodity Oro: tassi Fed, il (nuovo) catalyst che potrebbe riaccendere il rally

Oro: tassi Fed, il (nuovo) catalyst che potrebbe riaccendere il rally

8 Agosto 2025 08:00

Per l’oro potrebbero esserci dietro l’angolo nuovi massimi storici. I potenziali tagli dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed), uniti ai costanti acquisti da parte delle banche centrali e agli afflussi di ETF potrebbero spingere il metallo prezioso a innescare una nuova corsa rialzista. Uno scenario analizzato dagli esperti di ING che hanno rivisto al rialzo le stime sull’oro.

Vediamo come si è mosso il bene rifugio per eccellenza in questa prima parte dell’anno, analizzando i fattori rialzisti chiave per i prossimi mesi.

Il 2025? Un anno da record per l’oro

Dopo aver raggiunto un massimo storico di oltre 3.500 dollari l’oncia ad aprile, l’oro si è mosso all’interno di un “range ristretto” (come si vede dal grafico).

In compagnia di altri metalli preziosi come il platino e l’argento, l’oro si è mosso in rialzo e ha registrato un saldo da inizio anno di oltre il 30%. Una performance condizionata dall’aggressiva politica commerciale di Donald Trump, dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina e dagli acquisti delle banche centrali.

“La maggior parte dei guadagni dell’oro è stata registrata nei primi quattro mesi dell’anno – segnala Ewa Manthey, commodities strategist di ING -. Dopo aver raggiunto un massimo storico di oltre 3.500 dollari l’oncia ad aprile, negli ultimi mesi è stato scambiato in un range ristretto, non riuscendo a superare nuovamente tale livello. Tuttavia, con l’intensificarsi delle scommesse sui tagli dei tassi negli Stati Uniti, l’oro potrebbe essere pronto per un altro nuovo massimo storico“.

Fattore Fed

Uno dei temi chiave sui mercati è l’intesificarsi delle scommesse su un possibile taglio dei tassi da parte della Fed. Ora, gli operatori scontano una probabilità del 93% che la banca centrale statunitense possa abbassare il costo del denaro nella riunione di settembre. Attese che sono salite verso l’altro dopo i recenti dati sul mercato del lavoro per il mese di luglio che hanno registrato un tasso di disoccupazione in lieve risalita al 4,2% e la creazione di nuovi posti di lavoro al di sotto delle attese. “Il nostro economista statunitense prevede ora tre tagli per il resto dell’anno e altri due all’inizio del 2026, un dato più aggressivo di quanto i mercati stiano scontando”, segnala l’esperta che però cita un altro elemento potenziale in grado di aumentare l’attrattiva dell’oro come bene rifugio: cosa effettivamente accadrà al board della Fed.

“Le dimissioni della governatrice Adriana Kugler all’inizio di questa settimana potrebbero dare al presidente Trump l’opportunità di nominare qualcun altro, magari più in sintonia con il suo programma di tagli ai tassi – afferma Ewa Manthey – Certo, non è un fan del presidente Powell e il suo mandato termina il prossimo maggio. Questo alimenta i timori sull’indipendenza della Fed, contribuendo all’aumento delle quotazioni dell’oro”.

Riaccendere il rally da record

Gli ingredienti a sostegno di un nuovo rally del metallo giallo dunque certo non mancano: le banche centrali continuano ad acquistare, la guerra commerciale di Trump è ancora in corso, i rischi geopolitici rimangono elevati e le partecipazioni in ETF continuano ad aumentare. Il taglio dei tassi da parte della Fed potrebbe essere il catalizzatore che mancava per riaccendere ancora una volta quel rally da record.

Fin dove può spingersi il metallo? Di fronte a questa narrativa, gli esperti di ING hanno rivisto al rialzo le previsioni sull’oro. Secondo le stime, i prezzi raggiungeranno in media 3.400 dollari l’oncia nel terzo trimestre e 3.450 dollari nel quarto trimestre, portando la stima per l’intero 2025 in media a 3.250 dollari.