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Oro in volo: “Short? Avventurosi, il tappo è saltato ormai. L’argento sale perché è green”

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In un 2020 difficile oro e argento stanno facendo la parte del leone. Il metallo giallo negli ultimi dieci giorni ha fatto segnare più di 250 dollari l’oncia di crescita, arrivando a sfondare anche i 2.050 dollari. Lo stesso per il “fratello minore” argento, che a marzo faceva toccare il minimo dell’anno a 11 dollari e oggi quota sopra i 28. Ne abbiamo parlato con Carlo Alberto De Casa, chief analyst di ActivTrades: “Quello che stiamo vedendo non è un trend temporaneo, ma qualcosa di strutturale e relativamente duraturo. Non voglio dire che l’oro arriverà a 3.000 a breve o addirittura a 7.000 in un decennio come ho sentito dire, ma una forza del genere mostrata per superare i massimi raggiunti nell’autunno 2011 in area 1920 e poi l’area dei 2.000 è qualcosa di significativo”. 

Le ragioni della salita

La debolezza del dollaro ha aiutato, ma non è il solo motivo: “Non è l’unica ragione. Sono bastati rumors su altri tagli dei tassi d’interessi e nuovi stimoli delle banche centrali. Qualche avventuroso mi scrive che prova a mettersi short sull’oro, ma gli rispondo che lo fanno a loro rischio e pericolo perché il trend al momento ci sta dicendo qualcosa di diverso. Non vuol dire che arriveremo a 3.000, ma andare a shortare l’oro se non per movimenti di breve termine vorrebbe dire cercare di prendere un coltello che cade. Il gold è un aeroplano che è decollato e non sappiamo a che punto sia il suo tragitto. Dopo due mesi relativamente tranquilli come aprile e maggio è come se fosse saltato un tappo che ha permesso all’oro di esplodere al rialzo. Il rally dell’oro, e in parte anche dell’argento, di certo non arriva da un forte aumento della domanda di gioielleria, ma da una forte crescita del settore degli Etf aurei che sta salendo in maniera importante, con 3.600 tonnellate di detenzione aurea, ma con i numeri che stiamo vedendo credo che le 4.000 tonnellate non siano un miraggio”. Una fase, quindi, in cui comandano di più i fattori macro, piuttosto che l’analisi tecnicaL’analisi tecnica serve a poco, al massimo ci dice che il trend è long una volta superati i 1.920 e una volta superati i 2.000. Questa è una fase d’euforia, si compra a mani basse perché si vuole avere oro in portafoglio, non importa a che cifra perché si spera di avere dei ritorni indipendentemente dal prezzo”. 

Argento, il metallo verde?

Stupisce ancora di più, se possibile, il trend dell’argento, arrivato a superare la soglia dei 28 dollari dopo che non più tardi di 4 mesi fa il suo valore aveva toccato gli 11 dollari: “Tendo a definire l’argento come il fratello minore dell’oro, perché la volatilità di solito tende ad essere maggiore. L’oro negli ultimi dieci anni non è mai stato a meno della metà dei valori attuali e per quasi raddoppiare il suo valore ci ha messo più di cinque anni. L’argento ha fatto +150% nel giro di quattro mesi. L’ultimo slancio vistoso e importante è arrivato dopo l’approvazione del Recovery Fund e una attenzione sempre maggiore al settore green. L’argento è un elemento chiave per il fotovoltaico“.

Mini-dollaro, quanto incide sull’oro?

In questa fase di debolezza del dollaro è consigliabile una posizione sul gold euro hedged per l’investitore Ue? “In parte. La salita dell’oro è legata all’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. Si potrebbe headgeare un 30-40%, puntando su ulteriori altri movimenti da parte dei cambi, ma di fatto la forza del gold sta un po’ stravolgendo tutto”.