Notizie Asset Class Commodity Oro avanza, dollaro cala: si rafforzano scommesse su nuovo taglio tassi dalla Fed a dicembre

Oro avanza, dollaro cala: si rafforzano scommesse su nuovo taglio tassi dalla Fed a dicembre

26 Novembre 2025 11:47

Prezzi dell’oro ancora una volta sotto osservazione sui mercati. Metallo giallo che è tornato ad avanzare, favorito dalla debolezza del dollaro e dalle crescenti probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) nell’ultima riunione del 2025.
Questa mattina il prezzo spot del metallo giallo sale dello 0,7% sopra la soglia dei 4.100 dollari l’oncia. Il bene rifugio per eccellenza si è consolidato sopra la soglia dei 4.000 dollari l’oncia dopo essere sceso dal picco del mese scorso sopra i 4.380 dollari l’oncia.
Diversi i fattori da tenere in considerazione per il metallo giallo che quest’anno ha registrato la sua migliore performance dal 1979, con un aumento di oltre il 50% da inizio anno.

I fattori chiave per l’oro

“La recente ripresa dell’oro non è solo guidata dall’indebolimento del dollaro statunitense o dal calo dei rendimenti, ma riflette anche i cambiamenti nelle aspettative di politica monetaria, le prospettive di inflazione, la salute dell’economia statunitense e i flussi verso i beni rifugio. Quando questi fattori propendono tutti nella stessa direzione, l’oro ha una solida base per continuare a mantenere il suo slancio rialzista nel breve termine”, ha spiegato Linh Tran, market analyst di XS.com.

I dati economici pubblicati ieri (in ritardo per via dello shutdown) rafforzano le scommesse sulla possibilità che la Federal Reserve abbassi i tassi a dicembre. Tra i principali quello relativo alle vendite al dettaglio che hanno mostrato una crescita inferiore alle attese a settembre, denotando una debolezza dei consumi dopo l’estate, mentre i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3%, in linea con le stime. Infine, la fiducia dei consumatori statunitensi a novembre è crollata al tasso più rapido degli ultimi sette mesi, con il relativo indice in discesa a 88,7 punti, a causa dei timori legati al mercato del lavoro e all’economia.

Non solo, a rafforzare le prospettive di tassi più bassi, le voci che il direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, Kevin Hassett, sarebbe il favorito per sostituire Jerome Powell alla Fed. L’annuncio potrebbe arrivare prima di Natale. “La decisione non è ancora stata presa, ma una nomina del genere imprimerebbe chiaramente un orientamento politico alla Banca centrale”, sostengono gli strategist di Mps Capital Services.
Da ING sottolineano che “Hassett è uno dei candidati più dovish e la sua nomina potrebbe indurre i mercati a rivedere al ribasso il tasso terminale (ora appena sotto il 3%), con un conseguente impatto negativo sul dollaro”. E aggiungono dopo i dati pubblicati ieri che “il Beige Book della Fed di oggi potrebbe essere una pubblicazione ancora più importante. Fornisce indicazioni aneddotiche sullo stato dell’economia. Qualsiasi accenno a crescenti preoccupazioni sul mercato del lavoro dovrebbe favorire la convergenza del dollaro verso tassi a breve termine più bassi”.

Oro e la migliore performance dal 1979

Per l’oro il 2025 è stato un anno da incorniciare. Il metallo prezioso ha registrato la sua migliore performance dal 1979, con un aumento di oltre il 50% da inizio anno. Gli afflussi verso gli ETF basati sull’oro hanno registrato un aumento significativo quest’anno, mentre gli acquisti delle banche centrali hanno subito un rallentamento.
“Nonostante la recente correzione, restiamo convinti che il contesto favorevole per il metallo prezioso rimanga intatto, sia nel medio che nel lungo termine. In primo luogo, l’incertezza geopolitica rimane elevata, come sottolineato dagli sviluppi relativi alla guerra in Ucraina e alla politica statunitense. In secondo luogo, l’oro rimane sottovalutato”, avverte Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin, argomentando che “gli investitori precedentemente inattivi dovrebbero continuare a rivolgersi all’oro e ad aumentare le allocazioni, giustificando un prezzo dell’oro più elevato rispetto al passato” In terzo luogo, prosegue l’esperto, gli acquisti istituzionali dovrebbero rimanere un fattore chiave, poiché le banche centrali continuano a diversificare le riserve allontanandosi dagli asset in dollari.

Più in generale, J. Safra Sarasin si attende che l’oro continuerà ad ampliare il suo ruolo di bene rifugio globale. Gli acquisti opportunistici durante le correzioni dovrebbero fornire un supporto all’oro. La crescente domanda da parte degli emittenti di stablecoin e la possibilità di un più ampio abbandono delle criptovalute rappresentano ulteriori rischi al rialzo. Sebbene il nostro scenario di base preveda il proseguimento del trend rialzista dell’oro, esistono anche dei rischi. Ad esempio, un significativo inasprimento della politica monetaria della Fed o un’importante inversione di rotta delle politiche statunitensi potrebbero compromettere il contesto favorevole all’oro.