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Perchè il titolo Novo Nordisk torna a salire

25 Novembre 2025 15:28

Viaggia sull’ottovolante il titolo Novo Nordisk in Borsa. Ieri le azioni della casa farmaceutica danese sono state colpite dalle vendite, arrivando a cedere circa il 10%, spinte al ribasso a seguito del fallimento di uno studio molto atteso sull’Alzheimer. Oggi, però, l’azione rialza la testa, segnando un +2,5%, trainato questa volta dai dati incoraggianti sul farmaco sperimentale contro l’obesità amycretin.

Novo Nordisk: successo per la sperimentazione contro l’obesità

Amycretin rappresenta una nuova generazione di farmaci con doppia azione: stimola l’ormone intestinale GLP-1 e l’ormone pancreatico amylin, entrambi fondamentali nella regolazione dell’appetito e del metabolismo. Il farmaco, numeri alla mano, ha dimostrato una perdita di peso significativa fino al 14,5% in 36 settimane nei pazienti con diabete di tipo 2, secondo uno studio di fase intermedia. 

Martin Holst Lange, Chief Scientific Officer di Novo Nordisk, ha sottolineato che i dati confermano il potenziale del farmaco come “best-in-class”. Dal punto di vista della sicurezza, Amycretin è risultato ben tollerato. La casa farmaceutica prevede di avviare le sperimentazioni di fase avanzata nel 2026, puntando a consolidare la propria posizione in un mercato dei farmaci dimagranti sempre più competitivo. Da qui il titolo è risalito grazie alle scommesse degli investitori sulla capacità dell’azienda di riconquistare la leadership nel mercato dei prodotti dimagranti.

La battuta d’arresto sull’Alzheimer

Il rialzo di oggi arriva, però, dopo una giornata difficile per l’azienda. Il motivo? E’ legato allo studio sull’Alzheimer, che testava l’efficacia del semaglutide — principio attivo dei blockbuster Ozempic e Wegovy — nel rallentare la progressione della malattia. Nonostante il trattamento avesse mostrato miglioramenti nei biomarcatori associati all’Alzheimer in due studi separati, il risultato raggiunto non si è tradotto in un rallentamento del declino cognitivo dei pazienti.  In seguito al flop, le azioni di Novo erano scese fino al 10% nel corso della giornata, per poi chiudere in calo di circa il 5,8%.  Gli analisti di HSBC hanno reagito abbassando la propria raccomandazione da “buy” a “hold”, con un target price ridotto da 445 a 300 corone danesi.

Un mercato altamente competitivo e una ristrutturazione interna

Tutto ciò dimostra come il settore dei farmaci per diabete e obesità sia estremamente competitivo. Nonostante Novo sia stata la prima a lanciare Ozempic, Eli Lilly ha rapidamente conquistato quote di mercato negli Stati Uniti con il suo Mounjaro, dimostrando che il vantaggio temporale non è stato sufficiente a garantire la leadership assoluta. La società ha più volte rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi, citando la concorrenza dei cosiddetti “compounders” (vendono versioni generiche di semaglutide a prezzi più bassi).

In Borsa le azioni di Novo Nordisk hanno vissuto un anno complesso. Negli ultimi mesi, la società ha inoltre rinnovato parte del consiglio di amministrazione e del management, sostituendo il ceo e cercando di riorientare le priorità commerciali sul core business di diabete e obesità. I tagli alla forza lavoro globale hanno superato il 10%, a testimonianza della volontà dell’azienda di rafforzare efficienza e competitività in un contesto difficile. Parallelamente, le sfide legate all’Alzheimer restano notevoli. La malattia, che colpisce una quota crescente della popolazione, comporta costi enormi: si stima che supereranno i 1.000 miliardi di dollari entro il 2050. I concorrenti come Eli Lilly e Biogen stanno sviluppando farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia, pur con rischi di effetti collaterali significativi.

E ora la battuta d’arresto di Novo proprio sul fronte Alzheimer, anche se i risultati positivi su Amycretin confermano la strategia della big farmaceutica: investire in prodotti innovativi per consolidare la leadership nei settori del diabete e dell’obesità.