Notizie Asset Class Oracle alla prova dei conti: Wall Street misura la corsa dei data center AI

Oracle alla prova dei conti: Wall Street misura la corsa dei data center AI

10 Giugno 2026 11:40

Oracle arriva alla trimestrale con aspettative elevate e un rally importante alle spalle. Le azioni del gruppo hanno guadagnato il 42% dall’ultima pubblicazione dei conti di marzo, sostenute dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dalla crescita della domanda di infrastrutture cloud. Questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, il mercato cercherà di capire se il colosso del software riuscirà a trasformare gli ordini già acquisiti in ricavi effettivi, accelerando la costruzione dei grandi data center AI e portando online nuova capacità GPU.

Secondo il consensus raccolto da Bloomberg, nel quarto trimestre fiscale chiuso a maggio i ricavi complessivi sono attesi in crescita insieme alla divisione cloud infrastructure. Il focus degli investitori non sarà però limitato alla crescita del cloud: come sottolinea Bank of America nella sua preview, il vero banco di prova riguarda backlog, capex, fabbisogno finanziario e free cash flow, in un momento in cui Oracle deve sostenere investimenti molto elevati per restare agganciata alla corsa globale dell’AI.

Focus corsa dei data center

Le azioni Oracle sono salite del 42% dall’ultima trimestrale di marzo e la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale, attesa questa sera, dirà se il gruppo riuscirà a sostenere lo slancio alimentato dall’intelligenza artificiale. Wall Street guarda soprattutto alla capacità del colosso del software e del cloud, di accelerare la costruzione dei grandi data center AI, passaggio decisivo per trasformare gli ordini già acquisiti nel cloud in ricavi effettivi.

Secondo i dati raccolti da Bloomberg, nel trimestre chiuso a maggio i ricavi complessivi sono attesi in crescita del 20% a 19,1 miliardi di dollari, mentre le vendite della divisione cloud infrastructure dovrebbero segnare un balzo di circa il 91% a 5,72 miliardi. I ricavi cloud, includendo IaaS e SaaS, sono stimati a 10 miliardi di dollari, con una crescita a cambi costanti del 47,4%, mentre l’utile per azione adjusted è atteso a 1,97 dollari e il margine operativo adjusted al 43,5%. L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sulle remaining performance obligations, previste a 589,5 miliardi di dollari, indicatore chiave della domanda futura già contrattualizzata.

Gli analisti citati da Bloomberg ritengono che il vero banco di prova sia la capacità di Oracle di portare online nuova capacità GPU, elemento che potrebbe sostenere i ricavi dell’esercizio fiscale 2027. Il management potrebbe inoltre segnalare investimenti in conto capitale superiori al consensus, oggi pari a 68 miliardi di dollari. Il mercato resta costruttivo sul titolo: il consensus conta 42 raccomandazioni buy, 8 hold e una sola sell, con un prezzo obiettivo medio di 254,51 dollari, pari a un potenziale rialzo del 21,5% rispetto ai livelli attuali.

BofA guarda a backlog, data center e free cash flow

La trimestrale di Oracle arriva dopo una corsa importante del titolo, salito del 30% dai conti del terzo trimestre fiscale e del 45% dalla ripresa della copertura da parte di Bank of America a marzo. Secondo gli analisti di BofA, il mercato guarderà soprattutto alla capacità del gruppo di trasformare il backlog legato al cloud e all’intelligenza artificiale in ricavi effettivi, attraverso l’accelerazione nella costruzione dei data center. La banca conferma il rating Buy e alza il prezzo obiettivo a 240 dollari dai precedenti 200, sostenuta da trend di domanda ancora solidi sia nell’infrastruttura cloud sia nei carichi di lavoro legati ai database.

Per il quarto trimestre fiscale 2026, BofA si attende una crescita del 94% su base annua del Cloud PaaS/IaaS, in accelerazione rispetto all’84% del trimestre precedente, grazie all’entrata in funzione di nuova capacità nei data center. Il cloud pesa ormai per il 52% sui ricavi, contro il 44% di un anno fa, rendendo sempre più rilevanti anche margini e nuovi accordi sulla capacità di calcolo. Il punto più delicato resta però il fabbisogno finanziario: gli analisti stimano capex per 68,3 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2027 e ritengono che Oracle possa dover raccogliere altri 35 miliardi nei prossimi anni, oltre al programma azionario at-the-market da 20 miliardi già annunciato.

Il core business dei database resta un elemento di forza, con ricavi cresciuti del 35% nel terzo trimestre fiscale e database multicloud in aumento del 531%, anche grazie alle partnership con Amazon e Google. Questa solidità, tuttavia, non dovrebbe bastare nel breve periodo a compensare l’effetto degli investimenti sul free cash flow, che BofA stima negativo per 2,6 miliardi di dollari nel quarto trimestre fiscale 2026, con un margine pari a -13,4%.