Notizie Asset Class Indici e quotazioni Economia globale al test della seconda metà dell’anno: tassi, IA e geopolitica guidano i mercati

Economia globale al test della seconda metà dell’anno: tassi, IA e geopolitica guidano i mercati

30 Giugno 2026 12:54

L’economia globale si avvia verso il suo momento della verità. Dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da una inattesa resilienza, sostenuta dal boom degli investimenti in IA e dalla corsa all’autonomia strategica delle grandi potenze, la seconda metà dell’anno rappresenterà un severo stress test per mercati, banche centrali e governi.

Secondo l’outlook globale di Amundi, la traiettoria della crescita globale sarà frammentata e l’inflazione rimarrà un fattore volatile. A pesare sulle prospettive future è soprattutto il mix tossico tra l’aumento dei rischi politici, lo scarso spazio di manovra sui bilanci statali e una spesa pubblica strutturalmente in crescita. Fattori, questi, destinati a innescare nuove ondate di volatilità sulla curva dei tassi d’interesse.

Tassi stabili e de-escalation fragile

Secondo l’ultimo outlook di Amundi, lo scenario centrale per i prossimi mesi del 2026 prevede una fragile de-escalation geopolitica nello Stretto di Hormuz, con il petrolio atteso tra gli 80 e i 90 dollari al barile, e una diffusione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale, elementi che dovrebbero scongiurare una recessione globale pur imponendo un taglio alle stime di crescita.

In questo contesto, le banche centrali daranno priorità all’ancoraggio dell’inflazione piuttosto che al sostegno economico: se la Fed manterrà i tassi invariati, per BCE, BoE e BoJ è atteso un ultimo aumento entro fine anno. Accanto a questa ipotesi base, la casa di gestione mappa sia uno scenario ribassista (innescato dal fallimento dei negoziati in Medio Oriente o da una brusca correzione del comparto tech) sia uno rialzista, guidato da una totale riapertura delle rotte marittime e da un boom strutturale del ciclo dell’IA.

Le strategie di portafoglio: diversificazione e catena del valore

Di fronte a queste incertezze, i vertici di Amundi indicano una rotta precisa per l’asset management. Monica Defend, Head of Amundi Investment Institute, suggerisce di costruire portafogli resilienti e capaci di resistere a diversi scenari, puntando sulla diversificazione valutaria, sugli asset reali e sull’oro per proteggersi da un’inflazione volatile e dai rischi di concentrazione dei listini. Sul fronte tecnologico, il Group CIO Vincent Mortier invita invece a cavalcare il trend dell’intelligenza artificiale guardando oltre i singoli leader di mercato: la vera sfida per gli investitori sarà cercare valore e ampiezza lungo l’intera catena del valore del settore, diversificando con attenzione l’esposizione rispetto ai crescenti rischi geopolitici, tecnologici e fisici.

Asset allocation: diversificazione globale e svolta reale dell’IA

Secondo le ultime indicazioni di Amundi, l’attuale scenario macroeconomico non impone un ripiegamento difensivo, bensì una riallocazione selettiva del rischio per costruire portafogli flessibili e resilienti. In un mercato condizionato da geopolitica, inflazione e rischi di concentrazione, la casa di gestione suggerisce di focalizzarsi su strategie di carry, utili resilienti, pricing power e liquidità, cavalcando i trend strutturali legati all’autonomia strategica e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’economia reale.

Proprio sul fronte azionario, Amundi invita a superare la concentrazione nei grandi nomi tecnologici: l’IA si sta spostando lungo l’intera catena del valore, aprendo opportunità in settori tradizionali come energia, infrastrutture, robotica e software. Questo dinamismo, unito alla ricerca di alternative agli asset in dollari, favorirà i mercati europei, attesi a una ripresa degli investimenti in conto capitale (Capex) nei comparti della difesa e della transizione energetica, e il listino giapponese, sostenuto da solidi fattori di lungo periodo.

Reddito fisso ed emergenti

Nel comparto del reddito fisso, sebbene le obbligazioni offrano rendimenti cedolari interessanti, le pressioni inflazionistiche e i rischi fiscali ne indeboliscono il tradizionale ruolo di copertura. Amundi raccomanda quindi flessibilità geografica, esprimendo una preferenza per i bond europei, i titoli indicizzati all’inflazione e il credito investment grade di alta qualità.

Spostando lo sguardo ai mercati emergenti, la rotazione globale dei capitali premia il debito locale, i paesi esportatori di materie prime e l’ecosistema tech asiatico. In quest’area si conferma l’approccio neutrale sulla Cina e una visione positiva sull’India, la cui crescita strutturale rimane solida. Infine, a fronte di correlazioni tradizionali sempre meno stabili, Amundi suggerisce di far evolvere le strategie di protezione inserendo nei portafogli oro, commodity e asset reali (come infrastrutture e debito privato), mentre sul fronte valutario si prevede un indebolimento strutturale del dollaro a favore delle valute legate alle materie prime.