Notizie Asset Class SpaceX pronta a riscrivere la storia di Wall Street: la maxi IPO da 1.800 miliardi mette alla prova il mercato

SpaceX pronta a riscrivere la storia di Wall Street: la maxi IPO da 1.800 miliardi mette alla prova il mercato

9 Giugno 2026 16:39

Mancano ormai pochi giorni a quella che potrebbe diventare la più grande quotazione della storia dei mercati finanziari. SpaceX, il gruppo fondato da Elon Musk e leader nei lanci spaziali e nei servizi satellitari, si prepara a debuttare al Nasdaq con una valutazione attesa di almeno 1.800 miliardi di dollari e una raccolta compresa tra 75 e 80 miliardi. Numeri senza precedenti che supererebbero il record detenuto da Saudi Aramco dal 2019.

Intanto la domanda degli investitori istituzionali avrebbe già ampiamente superato l’offerta disponibile, confermando l’elevata aspettativa che circonda l’operazione. Ma oltre all’entusiasmo per il debutto, analisti e gestori si interrogano sulla sostenibilità di una valutazione che si fonda non solo sulla crescita di Starlink e del business spaziale, ma anche sulla capacità di SpaceX di continuare ad attrarre capitali, per finanziare le sue ambizioni nell’intelligenza artificiale.

SpaceX verso il debutto record al Nasdaq

La IPO di SpaceX dovrebbe essere prezzata l’11 giugno, con l’avvio delle contrattazioni previsto per il giorno successivo. Intanto, nei giorni scorsi, la società ha avviato il roadshow con gli investitori, presentando un documento di circa 60 pagine dedicato al business e agli obiettivi del gruppo. Tra gli incontri più rilevanti figura anche il confronto tra Elon Musk e Jamie Dimon, numero uno di J.P. Morgan, trasmesso in diretta su X.

Mancano quindi pochi giorni alla quotazione che punta a riscrivere la storia delle IPO. SpaceX intende collocare 555,6 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, nell’ambito di un’offerta pubblica iniziale da 75-80 miliardi di dollari, con una valutazione attesa di almeno 1.800 miliardi. Numeri che candidano la società a diventare la più grande IPO mai realizzata. Si tratta di un’operazione fuori dagli schemi tradizionali, destinata a misurare l’appetito del mercato per i grandi nomi tecnologici.

Al prezzo di 135 dollari per azione, la quota di circa il 50% detenuta da Musk varrebbe oltre 750 miliardi di dollari.

Domanda già oltre l’offerta

La IPO di SpaceX si presenta già ampiamente sovrascritta, con diversi investitori istituzionali che avrebbero inserito ordini da circa 10 miliardi di dollari o più ciascuno. Un segnale della forte domanda raccolta dall’operazione, in vista di un debutto destinato a segnare un nuovo record a Wall Street. Le banche incaricate del collocamento dovrebbero chiudere il book istituzionale mercoledì, dopo la chiusura del mercato a New York, così da misurare con precisione l’interesse degli investitori e definire le indicazioni finali sul prezzo.

Per il retail, invece, gli ordini resteranno aperti più a lungo su alcune piattaforme: secondo Bloomberg, SpaceX potrebbe riservare agli investitori individuali fino al 30% dell’offerta.

Il giudizio di Scope: profilo solido ma valutazione legata alla fiducia del mercato

Secondo Karl Pettersen, Head of Corporate Ratings di Scope Ratings, SpaceX presenta un profilo industriale potenzialmente molto forte, sostenuto soprattutto da Starlink e dalla leadership raggiunta nel business dei razzi. La società appare nel complesso grande, redditizia e con un indebitamento netto contenuto, ma la lettura dei soli numeri non basta a coglierne pienamente il profilo di rischio. Nei prossimi anni, infatti, gli investimenti potrebbero aumentare rapidamente, soprattutto per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, area ancora non profittevole e ad alta intensità di capitale. Nel 2025 SpaceX ha registrato un EBITDA di circa 6,6 miliardi di dollari, a fronte di capex per circa 21 miliardi.

Per Pettersen, il vero elemento da monitorare sarà quindi la capacità del gruppo di continuare ad attrarre capitali, un terreno su cui SpaceX e le altre società di Elon Musk hanno finora dimostrato una notevole forza. A sostenere l’interesse per la IPO contribuisce anche il possibile ingresso immediato nei portafogli dei fondi passivi e dei tracker, qualora le regole degli indici venissero modificate. Resta però un quadro in cui fiducia degli investitori, sentiment di mercato, rischio legato alla centralità di Musk, execution risk e ambizione dei piani industriali pesano quanto, se non più, degli indicatori finanziari tradizionali.