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Ok governo a manovra, la parola a Ue. Via a pace fiscale, novità Flat Tax. Tria: ‘non faremo saltare in aria Europa’

Nel corso della conferenza stampa, il premier Conte risponde a chi continua ad associare la pace fiscale a un condono: “Lei lo chiami come vuole, sono scelte lessicali, noi la …

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Arriva l’ok del governo alla legge di bilancio 2019 e al decreto fiscale, con tanto di via libera alla pace fiscale dopo ore di trattative serrate tra il M5S e la Lega. Alla fine, quello che stamattina i principali quotidiani chiamano ‘condoni’, viene approvato, con alcuni paletti chiesti dai pentastellati. A essere partorito anche un nuovo decreto “tagliascartoffie“, concepito per eliminare gli intoppi burocratici e migliorare la vita delle imprese.

Le misure contenute nella manovra economica vengono commentate con cauto ottimismo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che afferma che “non abbiamo alcuna intenzione di far saltare in aria l’Europa“. E che smentisce i continui rumor sulle sue dimissioni, che continuano a circolare e a farsi sempre più insistenti.

Non sono portato al masochismo, di subire tutta legge di bilancio e la discussione per dimettermi dopo, smentisco, non avrebbe senso”, dice il titolare del Tesoro nel D-Day della manovra.

Come conferma il premier Conte, e così come era stabilito dai tempi della scadenza, il Draft Budgetary Plan, ovvero il Documento programmatico di bilancio, che altro non è se non l’asse portante della manovra, viene inviato a Bruxelles entro la mezzanotte della giornata di ieri, 15 ottobre. A questo punto, la parola spetta all’Unione europea, che potrà approvare o bocciare il testo entro la fine del mese.

Confermate le misure principali della legge di bilancio, ovvero il no all’aumento dell’Iva per il 2019,  il via libera al reddito di cittadinanza e alla rottamazione della legge Fornero che dovrebbe partire da febbraio e che solo per il prossimo anno avrà un valore di 7 miliardi.

Si confermano quota 100 e il reddito e la pensione di cittadinanza che partiranno nei primi tre mesi del 2019″. Così il vicepremier Luigi Di Maio al termine del Consiglio dei ministri.

Sul capitolo pace fiscale, l’esecutivo M5S-Lega dà dunque l’ok alla dichiarazione integrativa sui redditi che si faranno emergere, con alcuni paletti.

Non potranno essere dichiarati redditi più di un terzo dell’imponibile rispetto all’anno precedente, con un tetto massimo fissato a 100.000 euro annui per gli ultimi periodi di imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre del 2017.

Ai redditi emersi sarà applicata una imposta unica, dunque una flat tax, al 20%.

Su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio assicura che “non ci sarà nessun salvacondotto“, anzi “per gli evasori ci sarà la galera”.

Il M5S rivendica tra l’altro la paternità di una nuova ‘rottamazione’, facendo riferimento alla rottamazione delle cartelle, attraverso un pagamento dilazionato in 20 rate trimestrali, cioè in 5 anni.

Lo stralcio riguarda le cartelle sotto i 1000 euro ante 2010: si tratta del 25% del magazzino fiscale per circa 10 milioni di contribuenti.  A tal proposito, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che tra le misure della pace fiscale “c’è anche uno stralcio per controversie fino a mille euro per un periodo molto determinato dal 2000 al 2010”, e parla di una “semplice ripulitura del sistema che non garantiva alcun gettito”.

Tra le misure cardine della manovra, viene confermata anche la flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi e compensi fino a 65.000 euro, con la novità messa in rilievo da Il Sole 24 Ore: “dal 2020 il tetto di ricavi e compensi dovrà salire fino a 100.000 euro (stando l’ok alla manovra di Bruxelles). L’idea già avanzata dalla Lega è quella di una tassazione incrementale del %% per chi ha ricavi superiori a 65.000 euro e nel limite di 100.000 euro ”

Riguardo al decreto ‘Taglia scartoffie’, si tratta di una misura che prevede più di 100 adempimenti in meno per le imprese, e misure per una Rca auto “equa”. Stop anche al duplice incarico governatore regionale e commissario alla Sanità: “Non ci sarà mai più un caso De Luca”, commenta il M5S. Al via anche le misure contro i medici furbetti che aumentano la lista di attesa per l’intramoenia ospedaliera.

Nel corso della conferenza stampa, il premier Conte risponde a chi continua ad associare la pace fiscale a un condono:

“Lei lo chiami come vuole, sono scelte lessicali, noi la chiamiamo definizione agevolata“, afferma il presidente del Consiglio, mentre Tria puntualizza:

“Prima di tutto ci siamo accordati sul fatto che per gli evasori ci sarà la galera. Ci sarà la pace fiscale per aiutare chi non ce la fa con le cartelle Equitalia, ma non ci sarà nessun salvacondotto per chi evade”.