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Oettinger smentisce bocciatura imminente manovra, Salvini medita corsa per la poltrona di Juncker

Il vicepremier e ministro dell’Interno non si sbottona più di tanto sul suo desiderio di sedersi sulla poltrona al momento occupata da Juncker. Ma una cosa è certa: Matteo Salvini …

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Girandola di indiscrezioni e di smentite sulla posizione dell’Europa nei confronti della legge di bilancio del governo M5S-Lega, mentre il vicepremier Matteo Salvini pensa in grande e sogna la poltrona su cui siede al momento proprio lui, Jean-Claude Juncker, il funzionario europeo con cui il botta e risposta è un appuntamento quotidiano della politica italiana.

La poltrona che Salvini starebbe valutando è la presidenza della Commissione europea: Juncker è infatti presidente uscente e, il prossimo anno, con le elezioni europee, la mappatura dei vertici sarà destinata a cambiare. (ma anche quella della Bce, visto che anche Mario Draghi dovrà dire addio alla sua poltrona, con la scadenza del suo mandato).

Salvini confessa al quotidiano Repubblica che sì, di fatto sta pensando di candidarsi allo scranno più alto della Commissione europea, la stessa che sta decidendo in queste ore se promuovere o bocciare la manovra presentata dall’esecutivo giallo-verde.

A tal proposito, una smentita su quanto riportato ieri da Der Spiegel arriva dal commissario Ue al Bilancio Gunther Oettinger.

Ieri la testata tedesca ha parlato di un “nuovo round nella disputa tra la Commissione Ue e il governo populista dell’Italia”, facendo riferimento alle dichiarazioni di Oettinger, secondo cui Bruxelles avrebbe deciso – e un’anticipazione, a tal proposito, sembrava essere arrivata dallo stesso Juncker, – di bocciare la manovra italiana per il 2019, in quanto non compatibile con le regole Ue.

Queste le parole che Der Spiegel ha attribuiro a Oettinger, aggiungendo che la bocciatura ufficiale della manovra sarebbe arrivata sotto forma di lettera scritta dal Commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, prevista in arrivo a Roma nella giornata di oggi o di domani.

Il commissario di Bilancio ha però negato l’arrivo della bocciatura con un post su Twitter, precisando come la sua fosse una “opinione personale secondo cui, basandoci sui numeri, è molto probabile che dovremo chiedere all’Italia di correggere il draft budget”.

“Non ho detto che c’è una decisione della Commissione sull’Italia – ha precisato – né che la lettera con il respingimento sarà inviata giovedì o venerdì“.

Ma la notizia bomba di oggi è soprattutto quella che arriva dallo stesso Salvini, che scopre le sue carte e che ammette di puntare più in alto.

“Potrei candidarmi per guidare l’Ue (correndo dunque per la presidenza della Commissione europea nelle elezioni europee del 2019). A chiedermelo è il fronte populista: Oettinger e Moscovici parlano dal bunker assediato, sanno che andranno a casa”.

Parlando da Mosca, all’osservazione del giornalista: “Ormai ha messo l’elmetto. Sta pensando di guidare a maggio il ‘fronte della libertà’, come avete definito con Marine Le Pen la costellazione dei partiti sovranisti? Sarà il candidato populista alla presidenza della Commissione?”,  il leader della Lega.

“E’ vero, amici di vari paesi europei me lo stanno chiedendo, me lo stanno proponendo. Fa piacere vedano in me un punto di riferimento per la difesa dei popoli, anche fuori dall’Italia”.

Dunque?

“In questo periodo tra manovra, Europa, immigrati, non ho avuto tempo e modo per valutare la proposta. Maggio è ancora lontano. Vediamo, ci penso”.

Sicuramente, i tempi di Oettinger e di Moscovici sono ormai agli sgoccioli. Per non parlare poi dello stesso Juncker che, riferendosi alla manovra made in Italy, ha parlato di “deviazione inaccettabile”.  Frase a cui il leader della Lega non dà ormai alcuna importanza:

Ancora Juncker? Barcollo ma non mollo? Ma basta, a lui non rispondo più nemmeno. Lo ha sentito l’applauso poco fa? E’ la migliore risposta ai burocrati di Bruxelles. E poi Oettinger, Moscovici, questi signori parlano negli ultimi giorni dal bunker assdiato, sanno che tra sei mesi andranno a casa, quando anche sull’Europa soffierà il vento del cambiamento. In Italia per poco la gente non scende in piazza in giubilo per i provvedimenti che abbiamo inserito in manovra”.

Nessun timore, dunque, di alcuna eventuale procedura di infrazione da parte di Bruxelles, così come anche di alcuna eventuale bocciatura da parte delle agenzie di rating:

“Noi rispondiamo a 60 milioni di italiani, non a loro. La manovra non cambierà di una virgola. Ma non si permettano di inviare troike o commissari. La smettano, facciano lavorare il governo degli italiani. Mi appello al buon senso, come Draghi”.

Il ministro dell’Interno non si sbottona più di tanto sul suo desiderio di sedersi sulla poltrona al momento occupata da Juncker. Ma una cosa è certa: Matteo Salvini vuole rifondare l’Unione europea e i contatti che ha in Europa, dal fronte dei populisti, crescono.