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Astaldi incassa l’ok al concordato, ora si lavora al piano

Scongiurato il fallimento, Astaldi ha ricevuto l’ok da parte del tribunale di Roma. Il dossier Salini Impregilo va avanti, incontri tra gli advisor

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Astaldi in altalena Piazza Affari, all’indomani del via libera del tribunale di Roma alla domanda di concordato preventivo in continuità, richiesto dalla società romana. Adesso Astaldi ha 60 giorni a disposizione (il termine ultimo fissato dal tribunale è il 16 dicembre 2018) per presentare la proposta definitiva di concordato preventivo. A Piazza Affari, Astaldi guadagna ora circa l’1,75% a 0,61 euro, dopo essere spinto fino a quota 0,634 euro (massimo intraday).

L’atteso via libera. Con una nota diffusa in serata la società ha ufficializzato l’ok da parte del tribunale di Roma al concordato preventivo in continuità. Come atteso il tribunale ha proceduto alla nomina di tre commissari giudizialiStefano AmbrosiniVincenzo Ioffredi e Francesco Rocchi. A loro spetterà il compito di “esprimere il loro parere sugli atti di straordinaria amministrazione e dovranno vigilare sull’attività della società“, mentre il board guidato da Paolo Astaldi (presidente) rimarrà in carica e “continuerà a svolgere le attività di ordinaria amministrazione”. Tra i tre commissari nominati il nome più conosciuto è quello di Stefano Ambrosini, torinese, docente di diritto delle crisi d’impresa alla Luiss e presidente di Finpiemonte, è già stato chiamato in passato a intervenire in altri casi di crisi aziendali (ad esempio la vecchia Alitalia, Tirrenia e Bertone). Ha vestito i panni di commissario giudiziale di alcuni fra i più noti e importanti concordati preventivi degli ultimi anni, come Borsalino. Ioffredi e Rocchi sono rispettivamente un avvocato e un commercialista, entrambi romani.

L’ok del tribunale ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad Astaldi. Il board, all’unanimità, “ha preso atto con favore della pronuncia del Tribunale e, al riguardo, informa che sta procedendo al perfezionamento del piano concordatario e a tutti gli adempimenti previsti dalla normativa applicabile a tutela di tutti gli interessi coinvolti e al fine di rafforzare l’operatività e la continuità aziendale”. Il prossimo passo sarà quello di formulare un’intesa con i creditori che verrà poi votata in assemblea.

 

Le prossime settimane. La situazione Astaldi si è complicata con la crisi in Turchia che ha ‘frenato’ la vendita del Terzo Ponte sul Bosforo. Da fine settembre, quando Astaldi ha annunciato la decisione presentare al tribunale di Roma una domanda di concordato preventivo ‘con riserva’, si sono susseguite numerose voci e sono state avanzate altrettante ipotesi per il futuro del gruppo romano. Tra queste, quella che segue maggiormente da vicino il mercato, è l’interesse manifestato da Salini Impregilo. Sarebbero, invece, già stati smentiti i rumors circa un intervento di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), escluso da fonti vicine al dossier.

Le prossime settimane saranno cruciali per Astaldi. Secondo quanto riportato da “Il Messaggero“, oggi potrebbe già tenersi una riunione tra i consulenti di Astaldi e gli advisor di Salini Impregilo (Bofa Merrill Lynch e Vitale&Co) visto che ora è arrivato il via libera del tribunale.

Il quotidiano romano scrive che “prima di natale potrebbe esserci una prima bozza di alleanza con Salini che chiede la maggioranza della newco, dove trasferire il ramo costruzioni in un percorso di sostenibilità“. Un’iniziativa che trova il sostegno delle banche che “dovrebbero convertire parte dei crediti in capitale”.
E sempre oggi, stando a quanto anticipato da “Il Corriere della Sera“, potrebbero iniziare i colloqui con le banche d’affari e gli istituti di credito esposti (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm), e con i loro advisor e quelli di Astaldi sul fronte del rafforzamento patrimoniale.