Notizie Notizie Mondo Nvidia tra Washington e Pechino: l’AI spinge verso il confronto

Nvidia tra Washington e Pechino: l’AI spinge verso il confronto

16 Aprile 2026 12:06

Nel pieno delle tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina, il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, riapre il tema della cooperazione tra le due superpotenze sull’intelligenza artificiale, suggerendo che il progresso accelerato del settore, come dimostrato dal modello Mythos sviluppato da Anthropic, richieda un coordinamento internazionale per definire limiti e utilizzi della tecnologia.

“Vogliamo che gli Stati Uniti prevalgano, ma credo che il dialogo, anche sul piano della ricerca, sia la scelta più sicura”, ha dichiarato Huang, sottolineando la necessità di un confronto diretto tra le comunità scientifiche dei due Paesi su ciò che l’AI non dovrebbe diventare.

Nvidia tra export ban e mercato cinese: equilibrio delicato nell’AI

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina stanno complicando il coordinamento su alcune delle ricerche più avanzate nel campo dell’intelligenza artificiale, con effetti diretti anche sulle strategie industriali delle grandi aziende tecnologiche. È in questo contesto che si inserisce la posizione di Jensen Huang, che ha evidenziato come l’attuale approccio, basato su una crescente contrapposizione geopolitica, stia limitando il dialogo tra le due principali potenze globali dell’AI.

Negli ultimi mesi, il Ceo di Nvidia ha spinto per un allentamento delle restrizioni all’export imposte da Washington, che hanno di fatto bloccato la vendita in Cina dei chip più avanzati. Un primo segnale in questa direzione è arrivato con il via libera dell’amministrazione Donald Trump all’esportazione dei processori H200, meno sofisticati ma comunque strategici, segnando un parziale riequilibrio tra esigenze di sicurezza e interessi industriali.

Questa linea ha però aperto un fronte di divergenza con Anthropic, favorevole a controlli più stringenti sull’export tecnologico. Nonostante il diverso posizionamento, Nvidia resta un partner chiave e uno dei principali investitori della società, con un impegno finanziario di circa 10 miliardi di dollari. Nell’ambito dell’accordo siglato a novembre, che coinvolge anche Microsoft, Anthropic si è impegnata ad acquistare fino a 1 gigawatt di capacità di calcolo da Nvidia, rafforzando ulteriormente il legame industriale tra le due realtà.

Limiti delle restrizioni Usa: la capacità cinese resta elevata

Sul fronte dell’efficacia delle restrizioni all’export, Jensen Huang ha messo in dubbio che i vincoli imposti da Washington stiano realmente frenando lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Cina. Secondo il Ceo di Nvidia, il mercato cinese non soffre di una carenza strutturale di potenza di calcolo, potendo contare su abbondanti risorse energetiche, su una solida capacità produttiva nei semiconduttori “mainstream” e sulla possibilità di aggregare più chip per compensare il gap tecnologico.

In questa prospettiva, anche i requisiti computazionali per l’addestramento di modelli avanzati come Mythos di Anthropic risultano accessibili: una capacità che Huang ha definito “ordinaria” e ampiamente disponibile nel Paese. La presenza di data center già operativi e sottoutilizzati, unita alla possibilità di scalare l’infrastruttura attraverso l’uso combinato di processori meno avanzati, riduce l’efficacia delle barriere tecnologiche imposte dagli Stati Uniti.

Il risultato è un contesto in cui la capacità industriale cinese, tra le più ampie a livello globale, continua a rappresentare un fattore chiave nella competizione sull’intelligenza artificiale, mettendo in discussione la reale portata delle misure restrittive occidentali