Trimestrali Usa: Morgan Stanley sopra le attese, vola il trading di BofA
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I conti delle grandi banche statunitensi restituiscono un quadro più robusto rispetto alle attese del mercato. Dopo Bank of America, che avvia la seduta a New York con un rialzo intorno all’1%, anche Morgan Stanley supera le previsioni, con il titolo in progresso di circa il 2% nel pre-market, sostenuto da un utile per azione oltre le stime.
In un contesto ancora segnato da volatilità elevata, il trimestre ha premiato soprattutto le attività di trading e advisory, mentre il credito al consumo ha mostrato un andamento stabile, senza segnali di deterioramento. Un elemento che, secondo Jamie Dimon, riflette una domanda ancora resiliente nonostante l’incertezza sul fronte macro.
I risultati di Morgan Stanley, insieme a quelli di Bank of America, chiudono di fatto la stagione delle trimestrali del primo trimestre per i principali istituti americani, dopo le pubblicazioni di Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo.
Morgan Stanley batte le attese e spinge il titolo nel pre-market
Le azioni di Morgan Stanley avanzano di circa il 2,6% nel pre-market, sostenute da risultati trimestrali superiori alle previsioni, in particolare sul fronte del trading azionario. Nel primo trimestre, la banca ha registrato ricavi netti pari a 20,58 miliardi di dollari, oltre il consensus di mercato fermo a 19,71 miliardi, con contributi positivi da tutte le principali divisioni. Il wealth management si conferma un pilastro con 8,52 miliardi di ricavi e una dinamica ancora espansiva, come evidenziato dal management, che segnala nuovi asset netti per 118 miliardi e flussi a commissione per 54 miliardi.
Il trading azionario raggiunge 5,15 miliardi, superando nettamente le attese, mentre il comparto FICC si attesta a 3,36 miliardi e l’investment banking istituzionale a 2,12 miliardi, beneficiando di un’elevata attività della clientela e di una buona tenuta su scala globale. Sul fronte della redditività, l’utile per azione si posiziona a 3,43 dollari, mentre il margine di interesse netto si attesta a 2,70 miliardi. I depositi complessivi salgono a 427,97 miliardi, sopra le stime, a fronte di costi operativi sostanzialmente in linea con le previsioni.
A rafforzare il quadro, il Consiglio di amministrazione ha deliberato un dividendo trimestrale di 1,00 dollaro per azione, con pagamento previsto il 15 maggio 2026. Un insieme di numeri che conferma la solidità del modello di business e la capacità della banca di capitalizzare un contesto di mercato favorevole alle attività di trading e advisory.
“Riceviamo spesso domande sulla distinzione tra buona e cattiva volatilità”, ha dichiarato in un’intervista il Chief Financial Officer Sharon Yeshaya. “Per noi ha rappresentato soprattutto un’opportunità per valorizzare la nostra consulenza”.
Bank of America: trading azionario sopra le attese, quadro solido sui fondamentali
Bank of America chiude il primo trimestre con risultati nel complesso superiori alle attese, trainati in particolare dal trading azionario. Le azioni di Bank of America, con sede a Charlotte (North Carolina), guadagnano circa l’1% nelle prime contrattazioni a New York, a 53,87 dollari. Su base annua, il titolo ha registrato un rialzo del 45%.
I ricavi dell’area equities, al netto degli effetti contabili legati al DVA, si attestano a 2,83 miliardi di dollari, oltre le stime di mercato, compensando una performance più debole del comparto FICC e portando il trading complessivo a 6,32 miliardi. Nel complesso, il margine di interesse netto si posiziona a 15,75 miliardi, sopra il consensus, mentre le altre divisioni mostrano una buona tenuta: il wealth & investment management raggiunge i 6,71 miliardi e l’investment banking si attesta a 1,84 miliardi, sostenuto da advisory e underwriting migliori delle attese.
Sul fronte della redditività, l’utile per azione si attesta a 1,11 dollari, accompagnato da indicatori di rendimento in miglioramento, con un ritorno sul capitale medio al 12% e un ritorno sul capitale tangibile al 16%. I volumi restano solidi, con prestiti pari a 1.210 miliardi e depositi stabili a 2.040 miliardi.
Dal punto di vista qualitativo, il management mantiene un approccio prudente rispetto ai rischi in evoluzione, pur segnalando una dinamica positiva dell’attività della clientela, sostenuta anche da consumi ancora robusti. La banca evidenzia inoltre ricavi record nel trading azionario e fornisce indicazioni coerenti con un’economia statunitense resiliente. In questo contesto, circa 55 miliardi di dollari di prestiti erogati nell’area Global Markets risultano garantiti da credito corporate.
“Restiamo attenti all’evoluzione dei rischi, ma abbiamo osservato una buona attività della clientela, con consumi solidi e qualità del credito stabile, elementi che indicano un’economia statunitense resiliente”, ha dichiarato il CEO Brian Moynihan.