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Nuovo allarme crescita con Pmi servizi ai minimi dal 2016. Piazza Affari soffre, spread sale

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Nuove indicazioni preoccupanti dalla congiuntura italiana. Dopo i deboli riscontri da Pil e Pmi manifatturiero, oggi è stato il turno dell’indice Pmi servizi che si è attestato a 49,2 punti, in calo rispetto a 53,3 di settembre. Gli analisti pronosticavano per il mese di ottobre un dato pari a 52,1 punti. “Il settore terziario italiano di ottobre ha indicato un crollo delle prestazioni, registrando una contrazione dell’attività economica per la prima volta in più di due anni. Ciò è in parte dovuto alla più debole espansione dei nuovi ordini in 44 mesi – commenta David Owen, economista di Ihs Markit -. Dopo un periodo di forte crescita dell’attività, l’ultima raccolta dati ha indicato un considerevole cambiamento di tendenza del settore terziario, aumentando le preoccupazioni di un possibile rallentamento della crescita nel quarto trimestre”.

Indicazioni che hanno portato a un peggioramento del sentiment a Piazza Affari nel giorno delle elezioni di metà mandato negli USA e delle prime trimestrali delle banche italiane.  L’indice Ftse Mib cede lo 0,7% a 19.141 punti dando seguito alla seduta negativa di inizio ottava.

In allargamento lo spread che segna un progresso del 2% circa a quota 293 punti base.

Ieri c’è stata la riunione dell’Eurogruppo con la conferma del giudizio negativo dell’Europa sulla legge di bilancio italiana ed è stata ribadita la necessità di una revisione della manovra da parte del governo entro la data del 13 novembre. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha dichiarato che la manovra “non cambia” e che al momento “non c’è né scontro né compromesso” con l’Ue.

 

Si salva solo Mediaset

Tra le banche si muove in negativo Intesa Sanpaolo (-1,38%) che oggi aprirà le danze delle trimestrali bancarie. I conti sono attesi a metà giornata con conference call del ceo Carlo Messina alle ore 15:00. 

Segno meno anche per UBI  (-1,5%) che diffonderà i conti dopo la chiusura dei mercati. Giù anche Ferrari (-1%) dopo che ieri gli investitori hanno accolto con freddezza i conti del terzo trimestre che hanno evidenziato ricavi ed ebitda sotto le attese.

Molto bene Mediaset che scatta a oltre +2% dopo i dati sulla raccolta pubblicitaria a +2,5% nei primi 9 mesi 2018. Lo ha annunciato il gruppo di Cologno Monzese, dopo l’intervista di Stefano Sala, consigliere Mediaset e alla guida della concessionaria Publitalia rilasciata a Il Sole 24 Ore. Secondo le sue parole, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi prevede di chiudere il 2018 in positivo, nonostante l’assenza dei ricavi relativi al calcio nell’ultimo quadrimestre. Ora si attendono i conti trimestrali di Mediaset, che verranno resi noti il prossimo 13 novembre.