Notizie Notizie Mondo Novo Nordisk: cosa ha innescato la corsa del titolo?

Novo Nordisk: cosa ha innescato la corsa del titolo?

9 Febbraio 2026 15:23

Il ritiro della pillola “imitativa” riaccende i riflettori sul duello nel mercato dei farmaci anti-obesità e regala ossigeno a Novo Nordisk. Il titolo del gruppo danese ha aperto la seduta odierna con un balzo vicino all’8%, dopo che Hims & Hers Health ha annunciato nel weekend lo stop alla vendita della propria versione composta della semaglutide in formato orale. La decisione è arrivata dopo le pressioni della Food and Drug Administration e la minaccia di iniziative legali da parte della stessa Novo, che commercializza la pillola dimagrante a marchio Wegovy, tramite la piattaforma diretta NovoCare a prezzi sensibilmente superiori rispetto ai 49 dollari proposti dal concorrente.

Il dietrofront di Hims e il balzo di Novo

In un messaggio pubblicato sabato sui social, Hims ha spiegato di aver avuto “conversazioni costruttive con gli stakeholder dell’industria” e di aver quindi scelto di interrompere l’accesso al trattamento. La società ha ribadito l’intenzione di continuare a garantire cure ritenute sicure, accessibili e personalizzate ai propri utenti. Il passo indietro ha cambiato rapidamente il sentiment. Solo pochi giorni prima, l’annuncio dell’alternativa low cost aveva innescato vendite pesanti su Novo e sulla rivale Eli Lilly, mentre Hims aveva corso in Borsa prima di ridimensionare i guadagni quando da Copenaghen era arrivata la risposta legale.

Nelle prime battute di contrattazione, Novo è salita di oltre l’8%, pur restando ancora sotto pressione se si allarga l’orizzonte temporale: il titolo viene infatti considerato volatile, in quanto negli ultimi dodici mesi, la capitalizzazione si è quasi dimezzata, segnale di quanto il mercato resti diviso sulla capacità del gruppo di difendere la redditività nel business dell’obesità. Durante l’anno il gruppo ha dovuto affrontare tensioni a livello di consiglio di amministrazione, problemi nella catena di approvvigionamento, una vera e propria guerra di offerte con Pfizer e numerose critiche sulla gestione della strategia commerciale negli Stati Uniti.

La competizione rallenta il nodo commerciale

La crescita di operatori come Hims si appoggiata su una “zona grigia regolatoria“, che permette la vendita di versioni personalizzate di medicinali di marca quando questi risultano difficili da reperire. In passato la domanda esplosiva di GLP-1 aveva effettivamente creato colli di bottiglia sia negli Stati Uniti sia in Europa.

Nel frattempo il gruppo ha rafforzato l’apparato industriale, anche attraverso l’integrazione di Catalent, ribadendo di avere lasciato alle spalle i vincoli di disponibilità. Per la versione orale introdotta a inizio anno non sono stati segnalati problemi di fornitura. La questione, tuttavia, continua a pesare sulle prospettive della società danese.

Il management ha richiamato più volte la pressione esercitata dai prodotti composti e il quadro regolatorio statunitense, elementi che stanno frenando l’espansione commerciale. Per l’anno in corso il mercato sconta una contrazione dei ricavi intorno al 5% e degli utili nell’area del 13%. Il ritiro, almeno per ora, dell’alternativa in pillola viene letto da parte degli analisti come una finestra utile per riorganizzare le strategie, senza sciogliere però i nodi di fondo. Sullo sfondo si profila l’avanzata di nuove proposte firmate Lilly, mentre il fattore prezzo resta la leva destinata a orientare il confronto più sensibile.

Il rimbalzo di oggi racconta quindi un sollievo tattico. La vera sfida, per Novo, rimane la capacità di difendere margini e leadership in un mercato diventato molto più affollato rispetto a quando il gruppo aveva acceso la miccia del boom.