Notizie Notizie Mondo Mercati: ottimismo (prudente) su azioni, focus su concentrazione tech. La view 2026 di Ersel

Mercati: ottimismo (prudente) su azioni, focus su concentrazione tech. La view 2026 di Ersel

9 Febbraio 2026 13:57

L’Outlook 2026 di Ersel Banca Privata delinea uno scenario finanziario caratterizzato da un equilibrio delicato tra politiche economiche espansive, tensioni geopolitiche e trasformazioni strutturali legate all’intelligenza artificiale. Ne emerge un approccio prudente ma costruttivo, con indicazioni differenti per mercati obbligazionari e azionari, entrambi influenzati dal nuovo mix di politiche monetarie e fiscali nelle principali economie globali.

Mercati obbligazionari: prudenza e selettività, soprattutto sull’High Yield

Secondo Ersel, il contesto macroeconomico continuerà a condizionare la struttura delle curve dei rendimenti governativi. Da un lato, la prospettiva di ulteriori interventi espansivi delle banche centrali tende a comprimere i rendimenti sulla parte breve delle curve; dall’altro, i programmi di spesa pubblica e di espansione fiscale mantengono più elevati i tassi sulle scadenze lunghe.

Dopo la brusca risalita dei rendimenti registrata nel 2022 e la successiva fase di graduale normalizzazione iniziata nel 2023, il mercato obbligazionario si trova ora in una fase più matura del ciclo. La compressione degli spread creditizi ha ridotto il potenziale di extra-rendimento delle emissioni societarie, rendendo il quadro valutativo meno interessante, in particolare per i segmenti a maggiore rischio.

Nonostante per il 2026 siano attesi ulteriori miglioramenti nei tassi di default, grazie a fondamentali societari ancora solidi — con elevata redditività, buona capitalizzazione e bilanci robusti sia per le aziende non finanziarie sia per il settore bancario e assicurativo — Ersel invita alla cautela. La riduzione degli spread già avvenuta crea infatti una situazione di asimmetria sfavorevole tra rendimenti correnti contenuti e il rischio di possibili ampliamenti futuri. Per questo motivo viene ribadita un’indicazione di elevata selettività, soprattutto nei comparti High Yield.

Per la componente “core” dei portafogli obbligazionari, che oggi offre rendimenti netti solo leggermente superiori al 2% e appena sufficienti a compensare l’inflazione corrente, la preferenza si sposta verso titoli governativi con scadenze intermedie. Questi strumenti garantiscono elevata liquidità e, a parità di durata, presentano un vantaggio fiscale che compensa rendimenti nominali leggermente inferiori rispetto al credito corporate. Considerata la limitata capacità del core obbligazionario di generare extra rendimento, Ersel suggerisce di affiancare una componente più dinamica e diversificata, gestita attivamente e calibrata sul profilo di rischio dell’investitore.

Tra le idee d’investimento ritenute interessanti figurano:

  • emissioni subordinate di solide banche italiane con orizzonte di richiamo ravvicinato;
  • titoli di Stato britannici a breve-medio termine con esposizione alla sterlina;
  • per investitori con elevata tolleranza al rischio, titoli di Stato brasiliani in valuta locale, caratterizzati da rendimenti reali a doppia cifra ma con significativa volatilità valutaria.

Mercati azionari: ottimismo prudente e attenzione alla concentrazione tecnologica

Sul fronte azionario, Ersel mantiene una visione complessivamente costruttiva per il 2026, sostenuta da fondamentali macroeconomici e prospettive di crescita degli utili ancora favorevoli. Il contesto resta inoltre supportato dalle politiche espansive sia monetarie sia fiscali, negli Stati Uniti come in Europa.

Tuttavia, il principale elemento di attenzione riguarda l’elevata concentrazione dei mercati globali in poche grandi società tecnologiche statunitensi e i livelli storicamente elevati delle valutazioni nel settore. L’intelligenza artificiale rimane il motore dominante della crescita, ma alimenta anche il dibattito sulla possibile formazione di una bolla speculativa.

L’analisi di Ersel distingue tra diversi modelli di business all’interno dell’ecosistema AI. Le aziende sviluppatrici di modelli linguistici avanzati presentano profili di rischio elevati, essendo esposte alla possibilità di rapide innovazioni tecnologiche alternative. All’estremo opposto si collocano gli hyperscaler del cloud, come Amazon, Microsoft e Google, che beneficiano di una domanda strutturale di infrastrutture digitali e presentano modelli di ricavo più diversificati. In una posizione intermedia si trovano i produttori di semiconduttori e di tecnologie di calcolo avanzato, la cui crescita resta sostenuta ma non priva di rischi competitivi.

Alla luce di queste considerazioni, Ersel ha già ridotto il peso degli Stati Uniti nei portafogli gestiti — da oltre due terzi dell’indice globale a circa la metà — aumentando l’esposizione verso Europa e mercati emergenti. La selezione dei titoli tecnologici segue criteri disciplinati, evitando le società con multipli considerati eccessivi pur mantenendo una quota significativa dedicata al tema dell’AI.