Non è solo l’oro a brillare: questo metallo continua a correre (anche grazie alla Fed)
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La Federal Reserve taglia i tassi di interesse e l’argento vola, superando per la prima volta i 60 dollari l’oncia sul mercato spot. Un risultato che arriva dopo un anno intero vissuto da protagonista insieme ai metalli preziosi. Il metallo corre anche oggi e mette a segno un nuovo record a ridosso dei 63 dollari. Si appresta a chiudere un anno di decisi rialzi, con una crescita di circa il 116% ytd.
Perché l’argento corre così tanto
A far brillare il metallo sono diversi fattori, che insieme formano un “mix esplosivo”: domanda industriale in costante crescita, ricerca di beni rifugio in un periodo di incertezza e un’offerta che fatica a stare al passo. Paul Williams, managing director della società di metalli preziosi Solomon Global, riassume così il fenomeno: “l’argento ha una doppia identità: è sia un materiale industriale essenziale sia una riserva di valore. Per questo continua ad attirare investitori grandi e piccoli.”
L’uso industriale, in particolare, è la componente che pesa sempre di più. L’argento è indispensabile in componenti elettronici, pannelli solari, batterie, smartphone e, più in generale, nelle infrastrutture che alimentano la trasformazione tecnologica legata all’intelligenza artificiale. Il Silver Institute, nel suo ultimo rapporto, sottolinea come la domanda industriale sia destinata a correre ancora nei prossimi cinque anni, trainata da settori come l’energia solare, i veicoli elettrici e i data center. Un trend che dovrebbe mantenere il mercato in tensione almeno fino al 2030.
L’orizzonte dei 100 dollari: cosa pensano gli analisti
L’idea che l’argento possa spingersi oltre i 100 dollari non appare più così lontana. Paul Williams lo aveva previsto già a ottobre, quando il metallo si aggirava intorno ai 50 dollari, sostenendo che avrebbe più che raddoppiato entro la fine del 2026. E ora l’analista ribadisce che quella traiettoria resta valida: “lL’offerta non tiene il passo. Eventuali correzioni saranno probabilmente pause temporanee. L’outlook per il 2026 è molto positivo.”
Dello stesso parere è Philippe Gijsels, chief strategy officer di BNP Paribas Fortis. Secondo lui, una sottovalutazione di lungo periodo, un deficit strutturale e nuova rivoluzione industriale crea le condizioni per quella che si spinge a definire una vera “magia di mercato”. Pur mettendo in conto fasi di volatilità, Gijsels ritiene plausibile che l’argento raggiunga la tripla cifra entro il 2026: “Non è la fine, ma l’inizio di una storia che potrebbe diventare molto interessante.”
Spesso soprannominato oro “sotto steroidi”, tende a muoversi molto più dell’oro in termini percentuali. “Questo è dovuto principalmente al fatto che l’argento ha dimensioni di mercato più ridotte e ha una doppia domanda: industriale e di investimento segnalano da ING -. Questo lo rende più sensibile ai cicli economici. Ma mentre può sovraperformare notevolmente l’oro in un mercato rialzista, può anche subire perdite più consistenti in una fase di ribasso. Riteniamo che la volatilità dell’argento continuerà il prossimo anno”.
Il confronto con l’oro
Nonostante anche l’oro stia vivendo un anno eccezionale, l’argento lo ha surclassato in termini di performance. Il rapporto oro/argento — che indica quante once d’argento servono per comprarne una d’oro — è sceso ai minimi degli ultimi anni, attestandosi intorno a quota 68. Per Russ Mould, investment director di AJ Bell, l’argento appare ancora “relativamente economico” rispetto all’oro. Storicamente, nei grandi cicli rialzisti del metallo bianco, questo rapporto è sceso anche sotto 40. Se dovesse avvicinarsi a quei livelli, ci sarebbe ancora molta strada da fare.