Notizie Notizie Mondo Banche Centrali La Fed taglia i tassi di 25 punti base, faro su inflazione e occupazione

La Fed taglia i tassi di 25 punti base, faro su inflazione e occupazione

Pubblicato 10 Dicembre 2025 Aggiornato 11 Dicembre 2025 08:41

Nonostante un contesto complesso, con un mercato del lavoro in indebolimento e un’inflazione ancora elevata, nell’ultima riunione del 2025 la Federal Reserve ha deciso un ulteriore allentamento monetario: un taglio di un quarto di punto. Il costo denaro scende in una forchetta fra il 3,50% e il 3,75%. Per la Fed si tratta del terzo taglio consecutivo e del sesto da quando ha avviato il ciclo di riduzione del costo del denaro. 

Gli indicatori disponibili, si legge nel comunicato della Fed, suggeriscono che “l’attività economica sta crescendo a un ritmo moderato”. Nel corso dell’anno, inoltre, “la crescita dell’occupazione ha rallentato e il tasso di disoccupazione è gradualmente aumentato fino a settembre. Gli indicatori più recenti sono coerenti con questi sviluppi”. L’inflazione, invece, “è risalita rispetto all’inizio dell’anno e resta su livelli ancora relativamente elevati. Il Comitato mira a raggiungere la massima occupazione e un’inflazione pari al 2% nel lungo periodo”.

Secondo le stime gli Stati Uniti potrebbero registrare una crescita del pil del 2,3% su un anno a fine 2026 (contro l’1,8% stimato in precedenza). L’inflazione potrebbe essere migliore rispetto alle proiezioni precedenti (2,4% contro 2,6%), mentre la disoccupazione resterebbe al livello attuale (4,4%).

Decisione controversa

Il taglio dei tassi di interesse da parte della Fed è stato deciso con nove voti a favore e tre contrari, lasciando vedere una banca centrale divisa. Hanno votato a favore della decisione di politica monetaria: Jerome H. Powell; John C. Williams; Michael S. Barr; Michelle W. Bowman; Susan M. Collins; Lisa D. Cook; Philip N. Jefferson; Alberto G. Musalem e Christopher J. Waller. Hanno votato contro: Stephen I. Miran, che avrebbe preferito una riduzione di 0,50 punti e Austan D. Goolsbee e Jeffrey R. Schmid, favorevoli a mantenere invariato l’intervallo.

Le incertezze

Alla base della decisione resta una forte incertezza sulle prospettive economiche. Il Comitato, prosegue la nota, “presta attenzione ai rischi su entrambi i fronti del suo duplice mandato e ritiene che negli ultimi mesi siano aumentati i rischi al ribasso per l’occupazione“. A sostegno dei propri obiettivi e alla luce del cambiamento nel bilanciamento dei rischi, “il Comitato ha deciso” per questi motivi “di ridurre l’intervallo obiettivo per il tasso dei federal funds di 0,25 punti percentuali, portandolo tra il 3,50% e il 3,75%”. Nel valutare “l’entità e la tempistica di eventuali ulteriori aggiustamenti dell’intervallo obiettivo per il tasso dei federal funds, il Comitato analizzerà attentamente i dati in arrivo, l’evoluzione delle prospettive economiche e il bilanciamento dei rischi”.

Inoltre, la lunga paralisi di bilancio di questo autunno negli Stati Uniti ha sospeso la pubblicazione di dati economici cruciali. Alcuni sono addirittura definitivamente persi, non potendo essere ricostruiti retroattivamente. L’ultimo tasso di disoccupazione disponibile risale a settembre. Lo stesso vale per l’inflazione (al 2,8%). Dati più recenti su occupazione e prezzi saranno disponibili solo la prossima settimana.

Attese 2026

La Fed prevede un taglio dei tassi nel 2026. E’ quanto emerge dalle dot-plot, le tabelle che mostrano le previsioni dei membri del Federal open market committee. Questo anche alla luce del dato sul Pil. La Fed rivede al rialzo le stime di crescita per l’economia americana nel 2026, quando il pil è atteso crescere del 2,3% dopo l’1,7% del 2025. Di fatto, l’evoluzione della politica monetaria, in vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti,  con il presidente Donald Trump che sollecita riduzioni più drastiche, dipenderà ora da dati ancora in ritardo rispetto all’impatto dei 43 giorni di chiusura delle attività del governo federale tra ottobre e novembre.

Powell ha comunque chiarito che la politica monetaria non è su una “strada predefinita: decideremo di riunione in riunione”, sottolineando che le recenti riduzioni del costo del denaro dovrebbero aiutare a stabilizzare il mercato del lavoro.

Il dopo Powell

In parallelo, il presidente Usa Donald Trump ha detto che terrà un ultimo round di colloqui con i papabili successori di Jerome Powell alla guida della Fed, nell’ambito dei quali vedrà domani l’ex governatore della Fed Kevin Warsh. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett resta il favorito, ma la partita non è ancora chiusa. Trump avrà colloqui anche con altri candidati inclusi nella rosa di quattro nomi che gli è stata presentata dal segretario al Tesoro Scott Bessent. La scelta tra due settimane.

Nel pomeriggio Kevin Hassett, il consigliere economico della Casa Bianca e il favorito nella corsa a sostituire Jerome Powell alla guida della Fed aveva detto che “un taglio dei tassi da un quarto di punto sarebbe un piccolo passo nella giusta direzione. La banca centrale – ha osservato – ha ampio spazio per ridurre il costo del denaro”.