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Natale amaro anche per Wal Mart, intanto Dell e Lenovo tagliano gli organici

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Nulla di buono sotto l’albero per le maggiori catene di commercio al dettaglio degli Stati Uniti, che niente sembrano aver potuto contro l’effetto della recessione galoppante, dei tagli ai posti di lavoro e  della caduta ai minimi degli indici di fiducia. A sopresa anche Wal Mart, che le prime rilevazioni davano tra i gruppi meno colpiti dal rallentamento delle vendite natalizie grazie alla sua politica di forti sconti, ha annunciato la riduzione delle aspettative di utile per azione riferite al quarto trimestre 2008.


Con un comunicato il gruppo ha reso noto di attendersi un eps compreso tra i 91 e i 94 centesimi. In precedenza, lo scorso 13 novembre, il gruppo aveva annunciato di attendersi profitti per azione tra 1,03 e 1,07 dollari. Wal Mart ha inoltre reso noto di attendersi per il mese di gennaio vendite piatte o al massimo in crescita del 2%. La tenuta delle vendite negli Stati Uniti non è stata sufficiente a contenere la frenata a livello internazionale. Wal Mart ha infatti chiuso il mese di dicembre con vendite in flessione dello 0,1% su scala globale, mentre negli Stati Uniti le vendite hanno registrato un incremento dell’1,7% e nei centri aperti da almeno un anno un aumento dell’1,9%.

L’allarme di Wal Mart non è però isolato nel settore della grande distribuzione statunitense. Ad aver ridotto le stime sono state oggi anche altre catene come Macy’s (che chiuderà 11 punti vendita) e Gap.


Il calo della spesa dei consumatori coinvolge anche il settore della tecnologia. All’indomani dell’allarme di Intel sulla debolezza della domanda finale di semiconduttori, Lenovo, gruppo  basato a Pechino che nel 2007 ha rilevato le attività nei Pc di Ibm, ha reso noto di attendersi una sostanziale perdita per gli ultimi tre mesi del 2008 derivante dalla minore domanda globale e da un corposo rallentamento del mercato interno. Il gruppo non ha fornito una guidance precisa, ma ha chiairo che ricavi e margine lordo subiranno un significativo ridimensionamento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Contestualmente all’annuncio sul trimestre Lenovo ha anche tracciato un piano di contenimento dei costi che prevede il licenziamento dell’11% della forza lavoro, pari a circa 2500 dipendenti. Un altro dei maggiori produttori di Pc mondiali, Dell, ha inveve annunciato 1900 licenziamenti nell’ambito di un piano di contenimento dei costi che determinerà lo spostamento della produzione europea dall’impianto in Irlanda alla Polonia.