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Mutui casa: spread sempre più stretti, boom della surroga per passare al tasso fisso

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Segnali di vitalità per il mercato immobiliare italiano. La sponda arrivata dalla Bce, con l’avvio del piano di acquisti di titoli di Stato, ha favorito uno deciso restringimento degli spread applicati dalle banche sui mutui rendendo più agevoli le condizioni per gli acquirenti di immobili e favorendo quindi  l’aumento delle compravendite

Spread sui nuovi mutui sotto il 2% e si prospettano nuovi tagli 
L’ultima Bussola Mutui elaborata da Crif e MutuiSupermarket relativa al primo trimestre dell’anno evidenzia come gli spread applicati dalle banche sui mutui a tasso variabile sono scesi del 28%, mentre sul fisso il calo si attesta al 22 per cento. I migliori spread per un mutuo a tasso variabile e fisso sottoscritti a gennaio 2014 – per un mutuo di acquisto di importo 140.000 euro e durata 20 anni – si attestavano rispettivamente ai livelli del 2,60% e 2,40%; a inizio aprile 2015 gli stessi spread risultano inferiori del 28% e del 22% (all’1,80% e 1,90%) “e appaiono praticamente certi nuovi ulteriori tagli ai prezzi dei mutui nell’immediato futuro”. “L’iniezione di liquidità a valle del Quantitative Easing varato dalla BCE e rendimenti su investimenti a basso rischio molto prossimi allo zero – rimarca la Bussola Mutui – spingono gli istituti di credito a rivalutare la forma di impiego mutui e con questo a proporre spread sempre minori e più attraenti per i nuovi potenziali clienti”.

Sponda anche da Euribor ai minimi e calo prezzi
Il restringimento degli spread va ad aggiungersi ad altri fattori che stanno rendendo meno oneroso l’acquisto di una casa, ossi i tassi Euribor e IRS ai minimi storici di tutti i tempi (con un Euribor 1 mese in terreno negativo e IRS costantemente sotto lo 0,80%) e prezzi degli immobili residenziali in continua e ulteriore riduzione – dopo un ribasso delle quotazioni del -4,65% sull’intero 2014 si registra un nuovo -1,9% sul primo trimestre 2015. I dati dell’Agenzia delle Entrate segnano per il quarto trimestre 2014 un +7,1% nel numero delle compravendite, il più alto incremento da oltre 4 anni a questa parte, aumento atteso in ulteriore accelerazione sul 2015.  
Gli italiani si mostrano comunque ancora abbastanza cauti con l’importo medio richiesto dei mutui decisamente inferiore rispetto a 5 anni fa. Se a inizio 2010 l’importo medio richiesto del mutuo era di poco superiore ai 140.000 euro, nel primo trimestre 2015, nonostante i tassi di offerta ridotti e la nuova apertura al credito casa da parte del sistema bancario, è infatti risultato pari a 124.291 euro, in ulteriore contrazione dello 0,5% rispetto all’importo medio del quarto trimestre 2014. La domanda di nuovi mutui segna un +38% nel primo trimestre 2015, ma i consumatori rimangono ancora prudenti, affrontando l’investimento sulla casa con cautela, reduci da un triennio caratterizzato da tensioni economiche e preoccupazione sul proprio futuro, in particolare relativamente alla stabilità lavorativa e delle entrate.

Surroga: torna in voga il tasso fisso scelto nel 58% dei casi
All’interno del fenomeno surroga mutuo appare evidente, la Bussola Mutui rimarca come nel corso del primo trimestre 2015 si sia assistito a un ritorno in voga del tasso fisso, che arriva a spiegare il 58% del totale delle richieste di surroga e sostituzione sul canale online, contro un molto più ridotto 14% registrato nel primo trimestre 2014. “Gli IRS odierni ai minimi storici – per ogni durata al di sotto della soglia dell’0,80% – e strategie commerciali bancarie molto aggressive sulle nuove offerte a tasso fisso, creano infatti condizioni uniche per quei mutuatari interessati a surrogare il proprio mutuo a tasso variabile verso un nuovo mutuo a tasso fisso“.